10domande: le risposte di Carlo Marino
Poi bisogna dare avvio a un lungimirante piano di rientro finanziario, che non vuol dire lacrime e sangue per i casertani. Anzi, vuol dire rilanciare l’economia, con la partecipazione dei privati e il più massiccio ricorso allo strumento del project financing. Abbiamo infine una grande occasione da sfruttare, quella del federalismo demaniale: il Comune ha così la disponibilità di una serie di beni, su cui vanno approntati programmi di valorizzazione, senza svendere il patrimonio comunale. 2) Corso Trieste rimarrà ztl? Nel centro storico sarà resa effettiva l’isola pedonale? Corso Trieste sarà una Ztl vera, senza deroghe e senza falsi o blandi controlli. Il nostro corso deve recuperare quel ruolo di grande arteria e di punto di riferimento che ha perso. Intorno alla Ztl del corso va rilanciata l’isola pedonale del centro cittadino, che intendo estendere anche al cuore antico, parlo della zona di via San Carlo per intenderci. Il mio obiettivo è rendere Caserta una piccola città europea e non c’è nessun centro moderno che non faccia dell’isola pedonale un suo punto di forza. L’isola deve vivere però e per fare questo considero fondamentale la collaborazione dei commercianti e il nuovo progetto del centro commerciale naturale, un’alternativa ai tradizionali centri, ma anche un’occasione di rivitalizzazione del commercio cittadino. 3) Qual è il progetto per il Macrico? Il Macrico deve essere il polo dello Sport e del Tempo Libero. Lo abbiamo scritto nero su bianco nel Cantiere delle idee qual è il nostro progetto. Viene da più parti ripetuto che l’area rappresenta per la città un’occasione: di sviluppo, di coesione, di produzione di posti di lavoro, di realizzazione di un quartiere modello, di cerniera, ecc. ecc. Sono convinto che il Macrico deve diventare il grande polmone verde della città. Nessuna istituzione ci crede, visto che la Provincia ha stornato i soldi prima destinati e il Governo li ha proprio eliminati, così neppure la Regione vuole più metterceli. Se, poi, tutto deve essere ricondotto a fredda analisi economica, si ricordino le parole di Bob Kennedy … Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta… 4) Quali interventi saranno adottati per aumentare la qualità della vita nelle frazioni? Le frazioni costituiscono una vera e propria rete da valorizzare. Occorre aumentare l’attrattività delle frazioni, intervenire con la sistemazione degli spazi pubblici, la dotazione di arredo urbano e la realizzazione di spazi destinati alla socializzazione e ad attività laboratoriali (promosse dalla Amministrazione) per le scuole inferiori e medie inferiori. Occorre collegarle alla città capoluogo e tra loro, sia con un corretto piano di trasporti sia localizzando (o facendo localizzare) funzioni (delegazione comunale, infopoint, sportello postale/bancario, mercato settimanale ambulante, ecc.) per evitare il senso di isolamento. Dove occorre, risanare le aree di contorno delle frazioni stesse, ridisegnandole e ipotizzando singoli piani attuativi per caratterizzarle fortemente. Una particolare attenzione al recupero e rifunzionalizzazione dei loro centri storici. Attuare uno strumento mediato dal progetto “Sirena” già in fase di attuazione nella città di Napoli, o utilizzare in altro modo la leva fiscale, per incentivare il recupero delle parti comuni degli edifici privati ricadenti nel centro storico, centri storici delle periferie e quartieri periferici. 5) Reggia di Caserta, San Leucio, Caserta Vecchia, qual è il progetto di rilancio turistico? Il progetto per rendere Caserta città turistica è quello della “Fondazione per la valorizzazione turistica”. Che non sia un contenitore solo per gli eventi, ma una Fondazione capace di raccogliere la grande sfida comune: unire la città medievale (Caserta Vecchia) con la città utopica del Settecento (San Leucio) e la Reggia vanvitelliana. Due assi che diventano un unico straordinario attrattore turistico, consentendo a Caserta di identificarsi con questa nuova immagine. Immagino la Fondazione come la vera ampia rete istituzionale. A comporla potranno essere, oltre al Comune di Caserta, la Provincia, la Regione con l’Ente per il turismo, la Camera di commercio, Confindustria, la Soprintendenza ai beni culturali, i sindacati e le associazioni di categoria. Poi la Fondazione deve puntare ad aprire ai privati, che hanno il dovere di partecipare al progetto, ma che fino ad ora non sono stati attratti a causa della debolezza delle proposte messe in campo e della debolezza della rete istituzionale. Noi capovolgeremo proprio queste due ataviche mancanze. 6) Quali politiche saranno adottate per le cave? Le cave devono essere chiuse e dismesse, senza se e senza ma. Soprattutto nell’area del policlinico la loro chiusura è la pre-condizione fissata per poter procedere alla realizzazione dell’opera. Io penso già a portare a termine l’esatto opposto delle cave, ovvero il parco urbano dei Monti Tifatini. Il primo obiettivo è di recuperare il lavoro svolto, riprendere l’iter, integrarlo e realizzare prima il Parco urbano dell’area collinare di Caserta, un parco che difenda la nostra fascia pedemontana sotto il profilo ambientale dalle speculazioni. Un parco che recuperi i vecchi sentieri di collina e della cintura antica della città, in particolare il percorso dello storico Acquedotto Carolino, riqualificati con opere di riforestazione, con la realizzazione di orti botanici e il recupero delle antiche tradizioni agricole di quell’area così ricca di storia. 7) Con che modalità saranno gestiti i parcheggi, e quale progetto avete per il tpl? Lo stato comatoso in cui versa il trasporto pubblico nella città di Caserta è una ferita per i cittadini che dura da troppo tempo. Stranamente, tuttavia, noto che il tema è scomparso dall’agenda politica e di governo. Io chiederò la restituzione della delega in materia di trasporto alla Provincia, a cui il Comune l’ha affidata. La città capoluogo farà da sola. La città di Caserta bandirà un’apposita gara per avere il meglio delle tecnologie e delle soluzioni, nel rispetto totale dell’ambiente. Questo vuol dire che dovrà essere ripensato l’intero sistema di trasporto, non solo quello su gomma (gli autobus). Questa tipologia di trasporto è da prevedere in partenza e arrivo dagli eco-parcheggi, che immagino sia come posteggi auto serviti da pensiline fotovoltaiche sia come speciali parcheggi con servizio auto elettriche a noleggio (il car sharing già attivo in alcune grandi città come Milano). Questo permette una mobilità obbligatoria (anche per coloro che non volessero saperne di bike o car sharing) da e per la città di Caserta, in particolare il centro urbano. Si incomincia così a delineare in maniera semplice e capillare una città ecosostenibile. 8) Si farà il centro informazioni per immigrati nell’ex canapificio? Penso che si debba fare di più, realizzare un centro di prima accoglienza per le nuove povertà e un centro di informazioni per gli immigrati nell’ex canapificio. 9) Qual è il progetto per il Policlinico? Ho dato vita a un progetto partecipato di elaborazione del programma di governo, che abbiamo chiamto “Il Cantiere delle Idee”. Uno dei temi principali è stato sempre il Policlinico. L’affidamento dei lavori da parte dell’Università è una prima buona notizia. Ma non basta. Il policlinico è la grande incompiuta di Caserta, totem dei ritardi della politica e dello sviluppo in questo nostro territorio. Ma sul Policlinico si decide la futura identità di Caserta. Ad oggi non c’è traccia nemmeno delle opere infrastrutturali a servizio del sito. Parlo di strade e servizi che rappresentano la precondizione per evitare il grande rischio di realizzare una cattedrale nel deserto. Il policlinico è il sintomo di un patto che non c’è tra Università, Regione, Provincia, Comune e mondo dell’impresa in provincia di Caserta. Io voglio questo patto per dare agli studenti del nostro territorio una struttura adeguata, vogliono vedere garantito il loro diritto allo studio alla pari degli altri colleghi nel resto d’Italia. 10) Come sarà gestita l’emergenza sfratti di Parco Primavera? Ho chiesto e ottenuto la sospensione degli sfratti da parte del commissario straordinario. Una soluzione all’annosa questione del Parco Primavera sta nel federalismo demaniale, che consente di armonizzare l’utilizzo di beni già disponibili: così agli inquilini del Parco Primavera il Comune può e deve concedere l’occasione di acquistare le abitazioni, a prezzi agevolati e con mutui agevolati. Così abbatteremmo dei costi importanti, che sono quelli della ristrutturazione delle case , a fronte di un canone esiguo che viene pagato attualmente. CARLO MARINO, CENTROSINISTRA
1) Come pensate di far fronte al dissesto finanziario del Comune? Sono contrario a ogni ipotesi di dissesto finanziario, che equivarrebbe a una sconfitta per la politica, e prevedo un piano in tre fasi. Innanzitutto occorre avere il quadro effettivo della situazione contabile del Comune, in collaborazione con la Ragioneria dello Stato, per fare chiarezza sui conti anche davanti ai cittadini.
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