L’11 luglio 1995 a Srebrenica, in Bosnia, a due passi da casa nostra, veniva compiuto il genocidio di migliaia di bosniaci, da parte di militari che rispondevano agli ordini del comandante politico dei serbi di Bosnia Erzegovina, Radovan Karadzic e di quello militare, Ratko Mladic (oggi sotto processo avanti al Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia). Finora sono 5.657 le persone identificate e seppellite. Oggi, in occasione della commemorazione, i resti di altre 520 persone identificate sono state seppelliti. L’Onu aveva dichiarato la città bosniaca ”enclave protetta”, ma nonostante la presenza dei caschi blu delle Nazioni Unite oltre 8mila persone furono trucidate. Per non dimenticare.