di Rosaria Capacchione – Permeabile alle infiltrazioni mafiose, soggiacente alle intimidazioni. Incapace, dunque, di contrastare le mire della camorra sui lavori a lui appaltati o sui servizi realizzati per conto del Comune. Un uomo debole, proprio come lo aveva descritto il collaboratore di giustizia Michele Froncillo, pronto ad assecondare i desideri del capozona di turno. Ecco Mario Pagano Granata secondo il ritratto fatto dal gruppo antimafia della prefettura di Caserta, che ha chiuso l’istruttoria negandogli il nulla osta all’esecuzione di lavori pubblici e alle forniture agli enti istituzionali. Un’informativa negativa che toglie all’amministratore di Immobilgi, la società che stava realizzando il Policlinico, ogni possibilità di impugnare la revoca del contratto con l’ente committente, cioè l’Università. Da ieri, dunque, il costruttore Mario Pagano, il più importante di Caserta e che fino allo scorso anno ha gestito anche il servizio di raccolta dei rifiuti (attraverso la Sace) non può più lavorare per la pubblica amministrazione. È la conseguenza della gestione del parcheggio sotterraneo di piazza Carlo III affidata a una cooperativa di camorra, cioè alla famiglia di Antonio Della Ventura, capozona di Caserta per conto del clan Belforte. A ottobre del 2007 aveva definitivamente messo le mani sulla più grande area a disposizione delle centinaia di migliaia di turisti che ogni anno visitano il palazzo vanvitelliano: tremila metri quadri, 900 posti auto suddivisi su due piani. Una scalata progressiva, con l’uso delle armi e delle minacce, interrotta due mesi dopo dalla Squadra Mobile di Caserta che a dicembre aveva arrestato Fulvio Della Ventura, gli zii Francesco e Prisco Buonocore, Antonio Cappa Spina. Per la Dda di Napoli – e la recente sentenza del gup ha sostanzialmente confermato la ricostruzione fatta dai pm Marco Del Gaudio e Antonello Ardituro – i quattro con la complicità di un altro esponente di primo piano del clan marcianisano, Clemente Rivetti, tutti soci della coop «Nuova generazione», erano riusciti a estromettere la cooperativa «La Reggia» dalla sosta a raso nell’area della fiera settimanale e dalla cogestione del parcheggio sotterraneo di piazza Carlo III. I rapporti contrattuali tra la «Nuova generazione», il Comune di Caserta e la Cogein (la società di Mario Pagano che aveva in concessione il parcheggio sotterraneo della Reggia e che non aveva comunicato a Palazzo Castropignano la cessione del servizio) sono stati oggetto di un’altra indagine della Procura antimafia di Napoli e di un accertamento patrimoniale che ha portato al sequestro di quattro società controllate dai Della Ventura: Nuova Generazione, Servizi Integrati Terra di Lavoro, Nuova Cooperativa Terra di Lavoro, M & F srl, cooperative fittizie create ad arte per assumere il progressivo controllo di tutte le aree di sosta della città. La mancata comunicazione al Comune del passaggio di gestione del parcheggio della Reggia è la colpa grave attribuita dalla prefettura a Mario Pagano. La segnalazione della Squadra Mobile al prefetto aveva comportato, già lo scorso anno, l’apertura di un fascicolo per la valutazione dei requisiti antimafia. Dossier che nel tempo si è arricchito anche delle denunce per violazione delle norme sulla sicurezza nei cantieri (che ha portato al sequestro di un’ala del Policlinico in costruzione) e delle inadempienze contrattuali contestate dai committenti, cioè il Comune e l’Università. Ogni valutazione relativa alla salvaguardia dei livelli occupazionali delle maestranze è, quindi, passata in secondo piano. E ieri, la notifica dell’interdittiva.

 

pubblicato su Il Mattino del 18/04/09