Allarme-senzatetto, la Caritas attende la risposta di Petteruti
Oltre un anno per ricevere una risposta. Questo è il tempo trascorso da quando la Caritas protocollava presso il Comune di Caserta (nell’ottobre 2008), una richiesta relativa la necessità di avere uno spazio da destinare a dormitorio pubblico per i senzatetto. Dopo 12 mesi è arrivata una prima risposta da parte del sindaco Petteruti, ha raccontato don Giorgio Quici, parroco della chiesa di Parco degli Aranci e referente territoriale della Caritas. Un incontro, quello di ieri mattina tra don Giorgio e il sindaco per rimandare la discussione alla prossima settimana: «Solo in questi giorni s’è chiuso il Bilancio, e quindi l’argomento è stato rimandato» ha detto il parroco. Un primo tentativo di dialogo c’era stato infatti negli ultimi giorni di ottobre, allora la questione fu rimandata ad un approfondimento da tenere dopo la ricorrenza dei defunti. Nel frattempo l’intera stagione invernale dello scorso anno è passata senza un posto adeguato ad accogliere decine di persone senza fissa dimora. «A dire il vero sono passate tutte le stagioni e ora ricomincia il ciclo senza aver avuto un’adeguata risposta» ha rincarato don Giorgio. «Adesso andiamo nuovamente incontro al freddo, e non abbiamo un posto per l’accoglienza. Quello che chiediamo è solo uno spazio adeguato, la struttura sarà poi gestita interamente dai volontari della Caritas, senza costi aggiuntivi per il Comune». Al momento dunque in città solo la Tenda di Abramo di viale Borsellino è autorizzata e attrezzata per far dormire e mangiare persone senza fissa dimora o in condizioni di vita molto precarie. «Qui abbiamo solamente 25 posti letto – ha specificato Gianluca Castaldi, che coordina le attività degli ospiti, quasi tutti immigrati africani -. Siamo costantemente pieni e abbiamo molte richieste che non possiamo soddisfare». Tra i richiedenti ospitalità e un pasto caldo però non vi sono solo extra-comunitari ma anche molti italiani. Si tratta spesso di persone che hanno perso il lavoro e la casa, o che si sono ritrovate sul lastrico per il vizio del gioco, persone con forti problemi di alcolismo, ma anche, in alcuni casi, individui che hanno scelto la vita della strada. Le numerose richieste fanno sì che si proceda ad una selezione all’ingresso, per dare accoglienza a chi ne necessita davvero, e a chi dimostra di voler seguire un percorso per uscire fuori dalla condizione di povertà. «Se non si impegnano a cercare lavoro, a imparare l’italiano, e a rispettare le regole base della convivenza non li accettiamo» spiega ancora Gianluca. «È un modello che spesso ci viene contestato, ma purtroppo – aggiunge – non possiamo fare diversamente». Ora si teme dunque l’arrivo di un alto numero di persone a caccia di un tetto incalzate dal freddo, persone che – senza uno sforzo da parte del Comune – non sarà possibile accogliere.
pubblicato su Il Mattino del 8/11/09
Commenti (1)
Anonimo · 07/01/2010
Grazie per il vostro articolo e Felice Anno Nuovo! Buon proseguimento per il tuo sito !