Ecco le pietre dell’arco di Sant’Andrea, il portale di accesso al borgo medievale di Casertavecchia. Giacciono per terra tra le sterpaglie, affianco ad alcune grandi buste nere di immondizia, ai piedi del castello. Non sono contrassegnate da alcun codice identificativo, il che lascia pensare non siano state catalogate, non sono protette in alcun modo e sono alla mercè di tutti. A quattro mesi di distanza, era aprile, dall’incidente che distrusse l’arco, ancora nessuna operazione di rifacimento è cominciata. Chiariti invece i fatti. Secondo la Sovrintendenza, l’episodio si sarebbe verificato nel periodo di Pasqua quando, attorno alle 6 del mattino, un camion della Saba, per la raccolta di rifiuti, avrebbe urtato l’arco. Il primo sopralluogo risalirebbe al 16 aprile, mentre la prima ordinanza di ripristino, inoltrata al Comune di Caserta, porta la data del 21 aprile. «Non abbiamo ricevuto nessuna risposta», ha dichiarato l’architetto Flavia Belardelli, responsabile della Sovrintendenza ai beni culturali per il territorio di Caserta. «A seguito del vostro articolo – ha proseguito Belardelli – abbiamo sollecitato nuovamente il Comune». Il funzionario ha poi sminuito l’accaduto, dato che dell’arco medievale originario sarebbero «rimaste solo poche pietre», in seguito ad alcuni incidenti verificatisi nel tempo, «anche se – ha precisato – in questi casi il danno culturale è incalcolabile, ma il vero peccato è che non si facciano lavori di restauro al castello». Molto più duro il commento della parlamentare del Pdl Giovanna Petrenga, ex sovrintendente: «È un fatto di una gravità unica. Doveva essere subito portato a conoscenza degli organi preposti, non capisco come mai si venga a sapere solo adesso. Con tutto il rispetto non stiamo parlando di una chiesetta di campagna, ma di Caserta Vecchia, un bene monumentale sottoposto a vincolo, compreso l’arco, che seppure non sarà del tutto quello originario, deve comunque essere subito ricostruito, ovviamente secondo i dettami della carta del restauro, con materiali e tecnica che ripropone la visione della porta di accesso al borgo». «Parliamo sempre di impulso turistico e sviluppo del territorio e abbiamo affrontato un’intera stagione estiva senza dare informazioni ai turisti circa l’assenza della porta, con descrizioni fotografiche e cartelli. Si tratta di pura incoscienza», ha concluso. Il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, intervenendo sulla questione, ha lamentato «una forte carenza di personale amministrativo, al momento, a causa delle ferie, che non consente di far fronte alla situazione, anche se – ha precisato il sindaco – gli uffici tecnici stanno provvedendo». Per ora non si conoscono i tempi di ricostruzione, mentre i responsabili della ditta (ditta Giaquinto, ndr) hanno dichiarato di aver trasportato da pochi giorni le pietre nuovamente sul pianoro del castello, dopo che queste erano state conservate presso un deposito comunale. Il caso intanto approda al ministero.

 

pubblicato su il mattino del 08/08/09

 

Sos: «Salviamo quel gioiello dagli abusivi»


Il borgo di Casertavecchia trasformato in un grande parcheggio. È questa la denuncia che arriva direttamente in redazione da lettori indispettiti dall’attuale gestione del sito medievale casertano. All’arrivo al borgo nessun chiosco informativo ad accogliere i turisti, che restano in balia dei parcheggiatori. La terrazza panoramica ai piedi della torre longobarda è un parcheggio, e per ammirare il panorama bisogna passare nello spazio lasciato dalle auto. Lo stato di sporcizia è quello cui ormai si è abituati. Lattine di bevande gassate, bottiglie di plastica, ma anche cartoni per il trasporto di pizza, e qualche busta di plastica contenente rifiuti nascosta tra le sterpaglie. Anche piazza del Duomo, patrimonio artistico assieme al Palazzo dei Vescovi, è trasformata in vero e proprio parcheggio, con auto e camion di ogni misura. Molte auto esibiscono dei permessi comunali di colore azzurro sul lunotto anteriore, altre neppure quello. Alcuni dei turisti presenti nella mattinata di ieri nei vicoli della cittadella medievale si contendevano la strada con le auto e con camion di grandi dimensioni. Il leitmotiv tra i visitatori è sempre lo stesso: «Molto bella, ma un po’ sporca e abbandonata a se stessa». Situazione identica nella stradina panoramica esterna, anche questa presa d’assalto da auto parcheggiate alla rinfusa. Diverse sono inoltre le parti in cui i muretti delimitanti le strade sono crollati. Sia lungo la via panoramica esterna, sia lungo la strada di accesso principale.

 

pubblicato su il mattino del 08/08/09