youtube.com/watch?v=UH-HCJbajI4 Tira una brutta aria per i giornalisti. E non solo in Russia o in Sri Lanka. In Francia la polizia si è presentata all’alba a casa di Vittorio de Filippis, del quotidiano Libération. Lo hanno insultato davanti ai figli e portato in commissariato. Poi l’hanno obbligato a spogliarsi ed è stato interrogato senza poter chiamare i suoi legali. L’accusa: quand’era direttore del quotidiano, un lettore scrisse sul sito un commento giudicato diffamatorio da un imprenditore. In Portogallo l’agenzia stampa Lusa ha chiesto ai suoi giornalisti di non usare più la parola "stagnazione" riferita alla situazione economica del paese. Negli Stati Uniti dall’inizio dell’anno sono stati licenziati 15mila dipendentidi giornali grandi e piccoli, catene televisive, agenzie di stampa. Sia chiaro, intimidazioni, censure o licenziamenti sono sempre gravi, anche quando riguardano un lavoratore immigrato o l’impiegato di una banca. Ma è utile ricordare che quando si colpisce un giornalista il vero obiettivo sono i suoi lettori. Quindi tutti noi.

 (Giovanni De Mauro – pubblicato sul settimanale Internazionale)

  

A seguire la nota del presidente dell’Assostampa napoletana Enzo Colimoro in merito all’episodio dello schiaffo a Migliaccio.

 

L’aggressione subita dal collega di e-polis a Napoli, Alessandro Migliaccio, da parte del comandante dei vigili urbani di Napoli, ripropone l’esigenza di una cultura di rispetto per gli organi di informazione ed i loro operatori da parte di chi è incaricato di funzioni di polizia. Uno schiaffo dato ad un giornalista da parte di chi deve, più di altri, rispettare le regole ed il lavoro altrui è uno schiaffo inaccettabile e non può essere derubricato ad un semplice sfogo. Suona, infatti, come uno schiaffo che si può dare al giornalista il cui lavoro non è stato gradito. Ma nessun giornalista ha nel proprio dna quello di essere accondiscendente e cortigiano verso chicchessia. Nello specifico va sottolineato che a Napoli ed in Campania già troppi giornalisti sono sotto la criminalità. Perdere la testa per i tutori dell’ordine non è accettabile al di là di ogni considerazione. L’Assostampa Campania resterà vicina al collega Alessandro Migliaccio in tutte le sedi e, nel ribadire che fatti del genere non si devono ripetere mai più, chiede un intervento concreto da parte del sindaco.

Il Presidente
Enzo Colimoro