Ciontoli: acquisiamo il parco ai beni della città

Tornelli all’ingresso della Reggia, piazza Carlo III recintata e chiusa
di notte, e nascita del parco urbano dei Borbone nella Flora. Sono
questi i punti su cui lavora l’assessorato che si occupa della Reggia
di Caserta, dopo la denuncia del Mattino relativa lo stato di degrado e
abbandono in cui versano i giardini della Flora. «Stiamo valutando la
possibilità, grazie alle novità che arrivano dal federalismo demaniale,
di effettuare una sorta di scambio, in cui la sovrintendenza prende
possesso di piazza Carlo III, mentre la Flora e le Antiche cavallerizze
vengono acquisite alla città».
di notte, e nascita del parco urbano dei Borbone nella Flora. Sono
questi i punti su cui lavora l’assessorato che si occupa della Reggia
di Caserta, dopo la denuncia del Mattino relativa lo stato di degrado e
abbandono in cui versano i giardini della Flora. «Stiamo valutando la
possibilità, grazie alle novità che arrivano dal federalismo demaniale,
di effettuare una sorta di scambio, in cui la sovrintendenza prende
possesso di piazza Carlo III, mentre la Flora e le Antiche cavallerizze
vengono acquisite alla città».
A parlare è Antonio Ciontoli, assessore
con delega alla Reggia. «Stiamo lavorando per rimettere la Reggia al
centro della città – dice Ciontoli – bisogna valorizzare il quartiere a
ridosso del monumento e far rivivere la Flora». Per questo il Comune
immagina una «razionalizzazione del percorso turistico, con tornelli
all’ingresso principale, e uscite obbligatorie in via Gasparri e corso
Giannone, in modo da «mettere in contatto la Reggia con la città». Il
tavolo dei lavori dovrebbe prendere piede la prossima settimana: «La
Ztl ha ridato vivibilità al centro storico – dice l’assessore – ora
dobbiamo continuare. Abbiamo un ritardo di 200 anni, non di 2 anni,
perché non abbiamo mai capito che i Borbone ci hanno lasciato la pietra
miliare del nostro sviluppo». Intanto la denuncia del nostra giornale
del degrado dei giardini della Flora, chiusi alla città e colmi di
rifiuti, raccoglie le reazioni delle associazioni e della società
civile casertana che a gran voce chiede si provveda il prima possibile
alla riapertura di uno degli spazi fondamentali per il benessere
cittadino. «Vogliamo che la Flora venga riaperta e gestita in maniera
normale», dice Gianfranco Tozza, presidente cittadino di Legambiente
che coglie l’occasione per denunciare la creazione di un vero e proprio
percorso alternativo al traffico cittadino, nato dall’attraversamento
non autorizzato del Parco: «Non circolano solamente le macchine degli
addetti alla sorveglianza, che già sarebbe una cosa da non fare, ma si
entra nella Reggia con le macchine dal lato del Teatro, da via
Gasparri. Hanno creato una strada di attraversamento – dice Tozza – non
so da chi sia consentito e perché, ma da lì entrano tutti, fanno finta
di essere sorveglianti, e poi escono a via Tescione. Chiediamo, dunque,
la riapertura della Flora e che la Reggia non sia gestita come un
autoparco», conclude il presidente di Legambiente.
con delega alla Reggia. «Stiamo lavorando per rimettere la Reggia al
centro della città – dice Ciontoli – bisogna valorizzare il quartiere a
ridosso del monumento e far rivivere la Flora». Per questo il Comune
immagina una «razionalizzazione del percorso turistico, con tornelli
all’ingresso principale, e uscite obbligatorie in via Gasparri e corso
Giannone, in modo da «mettere in contatto la Reggia con la città». Il
tavolo dei lavori dovrebbe prendere piede la prossima settimana: «La
Ztl ha ridato vivibilità al centro storico – dice l’assessore – ora
dobbiamo continuare. Abbiamo un ritardo di 200 anni, non di 2 anni,
perché non abbiamo mai capito che i Borbone ci hanno lasciato la pietra
miliare del nostro sviluppo». Intanto la denuncia del nostra giornale
del degrado dei giardini della Flora, chiusi alla città e colmi di
rifiuti, raccoglie le reazioni delle associazioni e della società
civile casertana che a gran voce chiede si provveda il prima possibile
alla riapertura di uno degli spazi fondamentali per il benessere
cittadino. «Vogliamo che la Flora venga riaperta e gestita in maniera
normale», dice Gianfranco Tozza, presidente cittadino di Legambiente
che coglie l’occasione per denunciare la creazione di un vero e proprio
percorso alternativo al traffico cittadino, nato dall’attraversamento
non autorizzato del Parco: «Non circolano solamente le macchine degli
addetti alla sorveglianza, che già sarebbe una cosa da non fare, ma si
entra nella Reggia con le macchine dal lato del Teatro, da via
Gasparri. Hanno creato una strada di attraversamento – dice Tozza – non
so da chi sia consentito e perché, ma da lì entrano tutti, fanno finta
di essere sorveglianti, e poi escono a via Tescione. Chiediamo, dunque,
la riapertura della Flora e che la Reggia non sia gestita come un
autoparco», conclude il presidente di Legambiente.
Anche il Wwf Caserta
interviene nel dibattito: «Siamo esterrefatti dalla situazione emersa -
dicono i vertici provinciali – chiediamo sia ripristinato al più presto
uno stato di decoro per il giardino della Flora, e che sia resa di
nuovo fruibile. È inaccettabile che in un giardino come quello della
Flora vi siano addirittura copertoni abbandonati». Maria Rosaria
Iacono, consigliere nazionale di Italia Nostra ricorda la vocazione di
orto botanico dei giardini ferdinandei e si appella alle istituzioni
competenti affinché: «I giardini della Flora siano tutelati, non solo
come spazi verdi, ma anche come testimonianza di cultura del nostro
territorio e dell’arte dei giardini che a Caserta ha sempre avuto
espressioni altissime». L’associazione Casertainbici richiama la
carenza di controlli per il rispetto della Ztl che riguarda anche
piazza Carlo III «diventata una specie di circuito per auto», secondo
Francesco Apperti, e annuncia iniziative di sensibilizzazione. Secondo
Pietro Sebastianelli, del Laboratorio sociale Millepiani, quella della
Flora è una questione che «va vista nel complesso della questione spazi
inutilizzati a Caserta» e che segnala «una scarsa lungimiranza delle
amministrazioni pubbliche».
interviene nel dibattito: «Siamo esterrefatti dalla situazione emersa -
dicono i vertici provinciali – chiediamo sia ripristinato al più presto
uno stato di decoro per il giardino della Flora, e che sia resa di
nuovo fruibile. È inaccettabile che in un giardino come quello della
Flora vi siano addirittura copertoni abbandonati». Maria Rosaria
Iacono, consigliere nazionale di Italia Nostra ricorda la vocazione di
orto botanico dei giardini ferdinandei e si appella alle istituzioni
competenti affinché: «I giardini della Flora siano tutelati, non solo
come spazi verdi, ma anche come testimonianza di cultura del nostro
territorio e dell’arte dei giardini che a Caserta ha sempre avuto
espressioni altissime». L’associazione Casertainbici richiama la
carenza di controlli per il rispetto della Ztl che riguarda anche
piazza Carlo III «diventata una specie di circuito per auto», secondo
Francesco Apperti, e annuncia iniziative di sensibilizzazione. Secondo
Pietro Sebastianelli, del Laboratorio sociale Millepiani, quella della
Flora è una questione che «va vista nel complesso della questione spazi
inutilizzati a Caserta» e che segnala «una scarsa lungimiranza delle
amministrazioni pubbliche».
pubblicato su Il Mattino, il 20/08/2010
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