Classi ponte, arrivano i tagli
ROMA - Pesanti conseguenze per le classi destinate ai bambini dai 24 ai 36 mesi, utili al graduale inserimento nel mondo della scuola. Taglio degli insegnanti (uno su due) per gli asili nido, e l’apertura di 11 nuove strutture bloccata. Queste le prime conseguenze di una circolare emanata dal Comune di Roma lo scorso 31 marzo, riguardante le cosiddette “classi ponte”, quelle destinate ai bambini dai 24 ai 36 mesi.Un’esperienza nata con il progetto “Ponte verso la scuola”, nato nel 2002, quando in Campidoglio sedeva Walter Veltroni. Scopo, quello di “permettere ai bambini in età compresa tra i 24 e i 36 mesi l’opportunità di sviluppare al meglio sia le competenze cognitive che quelle affettive e facilitare al contempo il graduale inserimento dei bambini nel mondo della scuola”, recita ancora oggi il sito web istituzionale del Comune. L’idea, concepita dal Dipartimento XI alle Politiche Educative, prevedeva dunque la creazione, nelle scuole dell’infanzia, di apposite sezioni che presentassero sia le caratteristiche di Nido, che quelle di Scuola dell’Infanzia.
Il taglio del personale addetto, era partito già lo scorso settembre, ed è stato quindi confermato dalla nuova circolare di Alemanno, che ha così ratificato il trasferimento (provvisorio) degli insegnanti in altre sezioni, o plessi. L’esperienza di “Ponte verso la scuola” pare quindi essere giunta al tramonto. Quello che però ha fatto infuriare ancora di più le rappresentanze di base, è lo stanziamento, deciso dalla giunta Alemanno, di circa 200mila euro per il sostegno ai nuovi servizi privati sperimentali, per la fascia d’età 0-3 anni, che saranno invece gestiti da cooperative ed associazioni. Oltre agli insegnanti che risentiranno del taglio, (le Rdb stimano si tratterà di un insegnante su due per ogni gruppo di 20 bambini), la scure si abbatterà anche su 11 nuove strutture che non saranno aperte, mentre per altre 5 non partirà più la costruzione.
Un taglio che riguarderà circa un migliaio di bambini. Mancano i soldi per pagare il personale, e quelli per la costruzione dei nuovi edifici. Finiscono così nel dimenticatoio dei progetti incompiuti le strutture che avrebbero dovuto essere aperte a settembre in via Newton, via dei Condottieri, via Gallo, via Conti, via SS Audisace e Abacuc, via Flora, via Perlasca, al Torrino 1 e al Torrino Mezzocammino, via Valcannuta e via Serafini, mentre non partirà la costruzione (prevista con la modalità del project financing) di quelle in via Mellano, a Casal Fattoria, a Cesano, al Torrino e alla Romanina.
Secondo i Verdi del Lazio si tratta dell’ennesimo taglio ai servizi che migliorano la qualità della vita dei cittadini romani. Secondo il responsabile del Sole che ride laziale Nando Bonessio, «la giunta Alemanno non solo si caratterizza per un attacco senza precedenti alla famiglia ma ha trasformato Roma in una delle città europee più arretrate. I costi di questo provvedimento ricadranno sui bilanci familiari e sull’occupazione femminile che, evidentemente subirà gravi danni dalla riduzione dei servizi. Per questa ragione ci mobiliteremo per il rispetto dei diritti delle famiglie romane, contro l’ennesimo taglio alle politiche sociali».
Il taglio del personale addetto, era partito già lo scorso settembre, ed è stato quindi confermato dalla nuova circolare di Alemanno, che ha così ratificato il trasferimento (provvisorio) degli insegnanti in altre sezioni, o plessi. L’esperienza di “Ponte verso la scuola” pare quindi essere giunta al tramonto. Quello che però ha fatto infuriare ancora di più le rappresentanze di base, è lo stanziamento, deciso dalla giunta Alemanno, di circa 200mila euro per il sostegno ai nuovi servizi privati sperimentali, per la fascia d’età 0-3 anni, che saranno invece gestiti da cooperative ed associazioni. Oltre agli insegnanti che risentiranno del taglio, (le Rdb stimano si tratterà di un insegnante su due per ogni gruppo di 20 bambini), la scure si abbatterà anche su 11 nuove strutture che non saranno aperte, mentre per altre 5 non partirà più la costruzione.
Un taglio che riguarderà circa un migliaio di bambini. Mancano i soldi per pagare il personale, e quelli per la costruzione dei nuovi edifici. Finiscono così nel dimenticatoio dei progetti incompiuti le strutture che avrebbero dovuto essere aperte a settembre in via Newton, via dei Condottieri, via Gallo, via Conti, via SS Audisace e Abacuc, via Flora, via Perlasca, al Torrino 1 e al Torrino Mezzocammino, via Valcannuta e via Serafini, mentre non partirà la costruzione (prevista con la modalità del project financing) di quelle in via Mellano, a Casal Fattoria, a Cesano, al Torrino e alla Romanina.
Secondo i Verdi del Lazio si tratta dell’ennesimo taglio ai servizi che migliorano la qualità della vita dei cittadini romani. Secondo il responsabile del Sole che ride laziale Nando Bonessio, «la giunta Alemanno non solo si caratterizza per un attacco senza precedenti alla famiglia ma ha trasformato Roma in una delle città europee più arretrate. I costi di questo provvedimento ricadranno sui bilanci familiari e sull’occupazione femminile che, evidentemente subirà gravi danni dalla riduzione dei servizi. Per questa ragione ci mobiliteremo per il rispetto dei diritti delle famiglie romane, contro l’ennesimo taglio alle politiche sociali».
pubblicato su Terra il 14/04/2010
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