Come la televisione spettacolarizza anche semplici fotografie. Ci scrive un amico di Raffaele Sollecito
Nelle ultime settimane siamo stati bombardati dall'ennesimo dramma: una ragazza uccisa a Perugia. A seguito del delitto televisioni e giornali hanno mostrato a ripetizione un paio di fotografie prese dal blog dei ragazzi in qualche modo coinvolti nella vicenda. Una in cui Raffaele Sollecito era travestito da mummia e con un coltello in mano. Oggi chiunque ha proprie fotografie in giro per la rete, e a chiunque è capitato di essere fotografoto in pose buffe, anche con un coltello giocando con gli amici. Ma è giusta la spettacolarizzazione che si fa di questi drammi, utilizzando inoltre anche semplici fotografie scattate im momenti di scherzo, come se fossero prove o indizi riconducibili ad una presunta personalità deviata dei soggetti in posa?
Pubblichiamo qui di seguito la lettera di un amico di Raffaele Sollecito.
Al di là di come siano andati i fatti, di cui non possiamo sapere, è utile aprire una riflessione sul modo di fare informazione nel nostro paese.
"Salve, sono particolarmente disgustato dal modo in cui la stampa e i mass media stanno trattando e fuorviando la vicenda del delitto di Perugia. Purtoppo tale situazione si ripresenta ogni qualvolta succede un fatto di cronaca simile a questo, ma anche se disgustato, tutte le volte, per pigrizia,ho preferito voltare pagina,piuttosto che protestare vivamente contro la caccia al gossip ed al colpevole che i gionali fanno in maniera maniacale. Premetto che questa volta la vicenda mi tocca da vicino,avendo conosciuto personalmente Raffaele, uno degli indiziati, quindi,forse, è stato questo che mi ha spinto a mandare questa email.
Giornali e gionalisti dovrebbero sapere ed attuare quanto sancisce la costituzione italiana, ovvero una persona è colpevole solo dopo essere stata giudicata da un giudice e non quando è indiziata od anche accusata di fatti criminosi. Stravolgono spesso il concetto di diritto di cronaca, che è sacrosanto e giusto, ma che deve avere il solo intento di informare non di diffamare, a confermare quanto sto affermando vi riporto alcuni esempi lampanti:
- Sono state scelte per essere pubblicate tra centinaia di foto dal blog di Raffaele le uniche due foto ambigue, in cui scherzava e si era travestito con della carta igienica ed un coltello in mano, col solo intento denigratorio e diffamatorio da parte della stampa di avallare un processo sommario, e non sono state pubblicate invece le altre centinaia di foto del suo blog in cui scherzava e rideva con parenti od amici oppure in cui faceva visita al campo di concentramento di Dachau e ne rimaneva inorridito.
- Dal blog sono state estrapolate solo spezzoni di frasi che sono state interpretate in modo tendenzioso e fazioso, dove si diceva che ogni tanto si annoiava della solita vita a perugia e avrebbe voluto fare qualcosa di nuovo, ma quanti di noi si annoiano della solita vita a caserta o in qualsiasi altra città italiana e voglio fare qualcosa di diverso che rompa la solita monotonia;
- Tra le persone del collegio cattolico che ha frequentato fino a qualche anno fa, ha detto che quella più famosa è stata il mostro di Foligno, scherzando ha detto che lo apprezzava quasi, ma non è stato detto che queste erano solo poche righe del suo blog, nella restante parte lui diceva che apprezzava la vita, avendo avuto vari lutti familiari, che questa estate l'aveva passata vicino ad una persona cara malata e ad aiutare il padre, che spesso non usciva perchè doveva studiare, visto che frequentava con buoni risultati la facoltà di ingegneria informatica.
Una persona, tranquilla,timida e leale è stata trasformata, manipolando foto e frasi, in un mostro spietato ed assetato di sesso.
Dopo una aver mostrato profili appositamente negativi sono stati pubblicati i links dei blogs degli indagati esponedoli ad un linciaggio di massa, gli indagati sono stati già processati dai mass media senza che nessun giudice, riconosciuto dallo stato italiano, abbia emesso alcuna sentenza.
Nessuno vuole giustificare o sminuire eventuali assasini o complici,se uno ha sbagliato è giusto che paghi, ma in Italia esiste la presunzione di innocenza fino a quando uno non viene giudicato in via definitiva.
Da questa vicenda emergono due fatti inquietanti:
1.la spettacolarizzazione di eventi tragici che anche con la partecipazione di alcuni addetti ai lavori in tribunale sono sempre ricchi di particolari per la stampa;
2.la proclamazione di processi sommari fatti dagli organi di stampa e la persecuzione mediatica, manipolando a loro piacimento notizie, fatti, eventi e foto.
Spero che i mass media, invece di fare gossip per vendere qualche copia in più, in situazioni così tragiche si limitino al puro fatto di cronaca, che non si facciano ulteriori processi sommari, ma che si aspetti che la giustizia faccia il proprio corso e che i mass media ripongano altrettanta attenzione e novizia di particolari sui responsabili dell'emergenza rifiuti in Campania, sull'emergenza depuratori in Calabria, sull'emergenza droga in Italia ed addirittura in parlamento,sulla connivenza tra malavitosi e politici.
Spero di ricevere una vostra risposta, almeno per cercare di capire i motivi di un tale accanimento in certe situazioni e per illudermi ancora che in Italia possa riporre una parvenza di fiducia e credibilità nella carta stampata e nei giornalisti.
Ma purtroppo sono quasi convinto che questa mia email,come è stato per le stesse email inviate ai maggiori organi di stampa nazionali nelle settimane precedenti, non avrà nessuna risposta nè dignità di stampa.
cordiali saluti"
(lettera firmata)
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