Lo Uttaro, panacea di tutti i mali, piuttosto che causa dei nostri mali. E’ questo il messaggio che si vuole far passare, nel tentativo di suggestionare l’opinione pubblica. Si è attivato un vero e proprio terrorismo psicologico/politico avvallato da chi preannuncia catastrofi determinatesi in meno di mezza giornata. A sentir qualcuno in meno di cinque ore dopo la chiusura de Lo Uttaro e a causa di questa chiusura è crisi sul litorale domitio. Sindaci allarmati che annunciano la crisi turistica. Si parla di roghi, di una vera e propria apocalisse con descrizioni alla Spielberg nella Jurassic parck dei rifiuti campani. Ma il litorale domitio è stato sempre inondato di immondizia e la crisi di un turismo distrutto dal terzetto politici/camorra/imprenditori pirata è annosa e non certamente di un giorno. Ecco che arrivano i nostri o per meglio dire i loro. I mali della nostra regione vanno ricercati proprio in quella classe politica che ha fatto finta che la malavita non esistesse e che uno sviluppo “libero” avrebbe portato benessere e occupazione. Non è stato così, ed oggi la nostra economia così come il territorio è governato o controllato dalla camorra. Siamo ancora alla domanda: quale sviluppo? Quale imprenditoria? Milioni di euro sottratti a una popolazione stanca e disarmata di fronte ai problemi divenuti vere e proprie piaghe e che distinguono negativamente la ormai lontana terra dei Borboni. Discorso quindi lungo e complesso e non ci riferiamo certo alla discarica abusiva illegale e pericolosa di Lo Uttaro…. Milioni di euro per bonifiche mai effettuate e per rimediare solo apparentemente a complicità occulte e a studiate omissioni di controllo. Che vergogna! E’ deprimente sapere che un buco (chiamato discarica Lo Uttaro) fatto anni fa abusivamente da un privato, perforando la falda, diventi oggi la soluzione all’emergenza rifiuti. Si sta decretando il fallimento di un intera classe politica, incapace volutamente di gestire i rifiuti come hanno fatto in altri paesi. Questa classe politica enfatizza l’emergenza legata ai rifiuti non raccolti dalle strade per occultare il vero inquinamento e con esso il danno che i rifiuti di ogni specie sommersi e sversati nelle falde, nei canali, nei fiumi, nei terreni agricoli, nelle fogne causano e causeranno alla gente E’ forse questo che cerca di fare il commissario di governo Pansa chiedendo la riapertura del Lo Uttaro? Il prefetto Pansa è stato informato dal Comitato Emergenza Rifiuti sulla pericolosità della discarica e la magistratura gli ha imposto la chiusura. In un paese normale tutto ciò non sarebbe dovuto mai accadere. Il commissariato sin dall’inizio era consapevole dell’ulteriore danno che si andava a procurare nei confronti dei casertani. Le nostre acque sono inquinate e anche i nostri terreni. Dovrebbe significare qualcosa! Sicuramente per tanti, ma non per questi commissari, per questi sindaci e presidenti della provincia come Petteruti e De Franciscis. E’ come voler estirpare il male abbellendo il malato portandolo a morte certa. La nostra Regione è vittima di un crimine atavico che si cerca di risolvere legittimando azioni criminose. C’è un accanimento verso la nostra città e un’area che ne rappresenta lo sviluppo economico e lavorativo. Vogliono condannare Caserta a sversatoio dei rifiuti anche pericolosi della provincia. Lo Uttaro va bonificata da cave è immondizia. In quella zona si concentra gran parte del futuro della città. Lo Uttaro (Saint Gobain) poteva essere una città universitaria, un luogo di ispirazione per tanti giovani che si affacciavano alla formazione professionale e scientifica. Ne hanno fatto un fetido quartiere, una colata di cemento e una grande abbuffata dove si è stabilito (Pagano, Coppola, Ascione, Sarpi, ecc..) che laggiù possono convivere bambini e rifiuti, industrie insalubri e policlinici, uffici e cave, abitazioni e siti di stoccaggio. Occorre una nuova classe politica e il coraggio della stampa di spingere ad una riflessione collettiva sul nostro futuro e le nostre responsabilità come persone, genitori e cittadini.