Comitati: la resistibile ascesa di un disastro ambientale annunciato
Solo oggi il Comitato è stato messo in condizione di conoscere il provvedimento di sospensione alla chiusura della discarica illegale e pericolosa di Lo Uttaro.
Sono stati presentati due reclami: uno dall’ACSA e il secondo dal Commissario di Governo. Tutti eravamo persuasi che le motivazioni si basassero sulla situazione in Terra di Lavoro (litorale domitio, Mondragone, Sessa Aurunca, ecc.), viste anche le dichiarazioni e i proclami del sindaco di Caserta e di altri decisori politici. Scopriamo, con stupore, invece, che le motivazioni presentate dal Consorzio ACSA CE3 tutte rivolte alla cosiddetta “gravità” della situazione di “emergenza” della provincia di Caserta, sono state non riconosciute e totalmente rigettate dai giudici, mentre quelle dell’Avvocatura dello Stato accolte.
(segue la nota del Giudice già riportata nel precedente post)
Ancora bugie, dunque.
Ci hanno fatto credere che l’attuale struttura tecnica del Prefetto fosse competente e in grado di prevenire, programmare e risolvere la cosiddetta emergenza. Non è così.
I nostri amministratori locali hanno usato un linguaggio da caccia alle streghe per difendere scelte illegali, sbagliate e sostenute con argomentazioni che ora si rivelano anche false.
Che cosa si deve fare per porre fine a tutto ciò?
Visto che il provvedimento di sospensione fa riferimento esclusivamente a condizioni esterne al contesto di Lo Uttaro e a quello provinciale, accettando implicitamente le obiezioni ambientali e di salute pubblica portate in merito sulla necessità di chiudere la discarica, si presume e si auspica che il 22 agosto siano tratte le dovute e logiche conseguenze di questa situazione.
COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
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