Conti in rosso, ogni casertano nasce con 1634 euro di debiti
Ogni cittadino casertano è indebitato per 1.634 euro l’anno. È questo uno dei dati che è possibile trarre dalla pubblicazione degli estratti dei bilanci consuntivi dei comuni italiani per il 2008. Una tabella che dice molto sul gettito e la capacità di spesa dei comuni. Il capoluogo casertano a sorpresa si posiziona al quarto posto tra le città che fanno registrare il maggior numero di entrate per tasse e tributi vari. Più o meno quindi ogni cittadino casertano versa alle casse comunali 627 euro l’anno. La cifra però contiene anche diritti e tributi speciali e la compartecipazione Irpef. In testa alla classifica troviamo Venezia, dove molto pesa la presenza del Casinò, poi altre due meridionali: Lecce ed Olbia. Solo al quinto posto la ricca Bologna. Il dato sulle entrate tributarie diventa ancora più interessante se comparato con quello delle spese per gli investimenti. Si tratta delle spese in conto capitale al netto dei risultati della gestione economico-finanziaria. Detto in altre parole, se dividiamo gli investimenti dell’ente comunale, per singolo cittadino, scopriamo che Palazzo Castropignano investe 317 euro all’anno per ogni abitante. Una cifra che ci posiziona questa volta tra gli ultimi posti della lista. Novantunesimo posto su 110 posizioni, per una cifra molto distante dai 1.060 euro che si spendono a Tortolì – per ogni cittadino -, ma di molto inferiore anche alla media nazionale, di 560 euro pro capite. Caserta risulta essere in fondo alla classifica in compagnia di molte altre città del Mezzogiorno, mentre nella prima metà della lista si collocano maggiormente le città del Nord. Dati che dovranno essere presi in considerazione, tra l’altro, nella prospettiva di emanazione dei decreti attuativi sul federalismo fiscale. Sommando invece anche le entrate extratributarie, ovvero i proventi delle tariffe dei servizi, dei beni dell’ente (affitti immobiliari, affitti di fondi rustici, alloggi protetti) e la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, Caserta passa dal 4°posto occupato nella lista delle entrate tributarie, al 63°. La somma delle due voci di entrate (tributarie e extratributarie), che non tiene conto di trasferimenti, prestiti e alienazioni, colloca così il capoluogo al 10° posto. Lo studio sui bilanci consuntivi dei comuni italiani, svolto da AidaPa per il Sole24Ore, racconta anche del controverso e tanto dibattuto costo di gestione della macchina amministrativa. Nel caso di Caserta l’ente costa, per quel che riguarda la gestione ordinaria e dei suoi servizi, 982 euro a cittadino (50° posto). Un costo che scende a 317 per le spese del personale (48° posto), mentre il costo diretto dei servizi per giunta, consiglio comunale e circoscrizioni è di 29 euro pro capite (51° posto).
Pubblicato su Il Mattino, il 27/04/2010
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Anonimo · 02/05/2010