A tutela del cittadino, la legge italiana prevede sin dagli anni ’90 la possibilità per i Comuni di nominare un difensore civico che possa intervenire per sanare controversie tra cittadino e pubblica amministrazione. Sono 40 i comuni in provincia di Caserta in cui esiste un difensore civico, 64 quelli in cui non c’è; dei 14 comuni casertani più popolosi solo 6 hanno un difensore civico. In alcuni casi non si è mai provveduto ad inserire nello statuto comunale questa figura istituzionale, che viene nominata dai consigli comunali, in altri invece da anni non si provvede alla nomina. Nel Comune di Marcianise ad esempio, tale figura di garanzia è prevista sin dagli anni ’90, ma non si è mai proceduto ad alcuna nomina. Stesso discorso per il Comune di Santa Maria Capua Vetere. Lì dove presente invece, il difensore civico è tenuto a consegnare al consiglio comunale, entro il 31 marzo di ogni anno, una relazione delle attività svolte. Nessun resoconto quest’anno per il Comune di Caserta, dato che l’attuale difensore civico, il giudice Filippo Ferrucci s’è insediato lo scorso 8 gennaio (indennità mensile di circa 3mila euro, pari a quella di un assessore comunale). Stando alle precedenti esperienze però si calcola che in media siano circa 130 i casi registrati durante l’arco dei 12 mesi. Relazione già consegnata al Comune di Aversa, dove l’avvocato Nicola Cantone (in carica da 7 anni, con un’indennità di circa 1.800 euro mensili) parla di 66 casi affrontati dai quali, scrive, è possibile evincere «il sempre maggiore ricorso dei cittadini all’Istituto della Difesa Civica» e «l’attenzione preminente su quello che è stato e sarà il problema dell’intera Regione Campania, i Rifiuti». «Non hanno potuto nulla (potuto!?) i commissari straordinari in 14 anni, vuole che possa fare qualcosa io, difensore civico senza poteri?» scrive il difensore civico di Aversa. Il tema dei poteri della difesa civile è avvertito anche altrove. Al Comune di Mondragone ad esempio l’ultimo mandato è decaduto a gennaio dello scorso anno, e la nuova giunta (insediata a maggio 2008) non ha più nominato alcun difensore. «Vi è una seria riflessione su questa figura, sulla sua reale utilità, ed un certo scetticismo» ha commentato il vicesindaco della città Alessandro Rizzieri. Sulla stessa lunghezza d’onda il difensore civico di San Felice a Cancello, il medico Nunzio Lardaro: «Nell’ultimo anno ci siamo occupati per lo più di questioni tributarie, accertamenti Ici, Tarsu, accesso agli atti amministrativi, ma con questa forma regolamentare i risultati sono scarsi» ha ammesso il medico, in carica dal dicembre 2007 con un’indennità di circa 1.200 euro mensili. Relazioni ancora da consegnare presso i comuni di Sessa Aurunca e di Casagiove. Nel primo caso la difesa civica è affidata all’avvocato Crescenzo Vitale, in carica dall’aprile 2008 con un’indennità di circa 1.200 euro al mese, che anticipando i contenuti della relazione parla di casi riguardanti tributi, mancata manutenzione delle strade, pagamenti Ici ed interventi per accesso agli atti negato. A Casagiove invece la dottoressa Olimpia Mastroianni in carica dal 2005 (circa lo stesso emolumento del collega del Comune di Sessa), individua i maggiori disagi dei cittadini in contenziosi con la Gestline, solleciti per mancanza di indicazioni stradali e comparto ecologia/rifiuti. «Abbiamo effettuato circa 250 interventi – ha riferito Mastroianni – e siamo entrati nelle famiglie con la distribuzione di brochure nelle scuole». Colpisce la sproporzione dei casi affrontati dai diversi comuni: 250 nel caso di Casagiove, comune di circa 15mila abitanti, contro i 66 di Aversa che conta circa 54mila cittadini. Circa 200 invece i casi trattati nell’arco di 4 anni dal difensore civico della Provincia di Caserta, l’avvocato Alfonso Caterino, in carica dal 2004, con uno stipendio pari a quello di un assessore provinciale, circa 4mila euro al mese. «Vi è una scarsa conoscenza della figura, ma non una scarsa operatività» secondo Caterino che aggiunge: «Il difensore civico provinciale interviene quando i comuni non si dotano di tale figura, da noi si rivolgono per tutte le esigenze umane». Tra i comuni senza difensore civico Maddaloni, dove l’ultimo in carica, Francesco D’Angelo, si dimise nel 2006 per candidarsi al consiglio comunale per poi fare ricorso al Tar chiedendo la riammissione una volta non eletto. Posizione per la quale l’indennizzo era allora di circa 1.800 euro. Nonostante il bando fatto nel 2006 e le circa 30 domande ricevute, il Comune di Maddaloni non ha mai provveduto alla nuova nomina. Poltrone vuote anche per Castelvolturno dove l’avvocato Giovanbattista Ruzza entrato in carica il 9 febbraio 2007 s’è dimesso il primo marzo di quest’anno, e Santa Maria a Vico e Casal di Principe, dove dopo la morte dei difensori civici in carica non s’è più provveduto a nuove nomine. Senza difesa civica anche il Comune di San Nicola la Strada, dove l’avvocato Domenico Santonastaso è rimasto in carica dal settembre 2007 al marzo 2008 quando si dimise per candidarsi al Senato della Repubblica. Il suo predecessore, l’avvocato Rita Zuccaro è ancora indagato – assieme a 18 consiglieri comunali ed al sindaco Angelo Pascariello – per abuso d’ufficio e falsità ideologica, anche se nel frattempo la sentenza del Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune.

 

(pubblicato su Il Mattino del 22/03/09)