Ha fatto tappa ieri (5 maggio, ndr) a Caserta il Comitato regionale per le comunicazioni nell’ambito di una serie di appuntamenti indetti per incontrare le comunità locali nei cinque capoluoghi di provincia della Campania, così da poter discutere con gli operatori del settore della comunicazione e dell’informazione delle maggiori problematiche esistenti soprattutto alla luce del prossimo passaggio al sistema digitale terrestre. L’incontro, ospitato dalla Camera di Commercio, ha visto la presenza dei componenti del Corecom, tra cui il presidente Gianni Festa e il suo vice Vincenzo Todaro, eletti pochi mesi fa dopo una lunga e travagliata fase di stallo durata circa sette anni, del presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo e del consigliere Paolo Romano. Al centro del dibattito le possibilità, ma soprattutto le preoccupazioni che il processo di passaggio dal sistema analogico a quello digitale (operazione definita di Switch-off) comporta. La Campania sarà la seconda regione a passare al digitale, subito dopo la Sardegna, e secondo i componenti del Corecom «nel territorio regionale, e in particolare nel casertano, vi sono pericoli di infiltrazioni di capitali sporchi nella gestione dei canali digitali». Il passaggio tecnico al sistema digitale comporterà la moltiplicazione dei canali disponibili; si calcola che per ogni canale esistente attualmente ve ne saranno almeno cinque digitali. Questo significherà dunque una disponibilità potenziale di reti impensabile fino a oggi e la necessità di strutture, personale, investimenti economici. Da qui la preoccupazione del Corecom. «Pensate cosa accadrebbe – dice il presidente Giovanni Festa – se la camorra prendesse possesso di uno di questi canali. Pensate a come ciò influirebbe sull’informazione». Proprio per evitare l’avverarsi di questo oscuro presagio lo stesso presidente ha proposto una possibile soluzione: «Le istituzioni devono entrare a far parte del sistema di comunicazione in un’ottica pluralista e democratica». Un invito, dunque, ai Comuni, ai Consorzi di comuni, alle Comunità montane, alle amministrazioni pubbliche e alle istituzioni in generale ad «adottare» un proprio canale di modo da fare a un tempo informazione di servizio e sottrarre possibilità alla malavita organizzata. «La sfida è individuare gli ambiti della comunicazione digitale – dice Brunella Cimadoro, componente del consiglio del Corecom – e così come la tv analogica è sata l’anima del commercio, far diventare la tv digitale l’anima dello sviluppo». Quello che doveva essere un incontro con la comunità e le istituzioni locali si è trasformato poi in un confronto con i giornalisti, vista la scarsa partecipazione all’evento. Circostanza sottolineata anche da Sandra Lonardo: «Faccio appello affinché sia riportata l’assenza di quanti erano stati invitati. Il 21 aprile ad Avellino c’erano tutti, dai rappresentanti della Chiesa alla Guardia di finanza. Invieremo una lettera a tutti gli assenti per spiegare cosa abbiamo fatto oggi perché evidentemente non si ha ancora l’esatta percezione dell’importanza di questa attività». Per il Comune di Caserta erano presenti l’assessore all’Innovazione tecnologica, Ubaldo Greco, e il consigliere di opposizione Marco Cerreto.

 

(Pubblicato su Il Mattino del 06/05/09)

 

«Switch-off». Sarà questa una delle parole di cui più sentiremo parlare da qui alla fine dell’anno. Un termine che sta a indicare il passaggio dal sistema televisivo analogico a quello digitale. Tecnicamente questo passaggio significherà una maggiore quantità di canali: grazie ad algoritmi di compressione è possibile trasmettere quattro, cinque canali digitali al posto di uno analogico. I segnali digitali inoltre sono meno soggetti a disturbi. Non cambia il sistema di ricezione, ovvero di antenne, che restano le stesse. In molti dovranno però cambiare televisore o dotarsi di decoder. Proprio l’utilizzo di schede o di nuovi telecomandi, assieme alla scarsa copertura del territorio che nei primi mesi sarà inevitabile rappresentano le maggiori preoccupazioni su questa delicata fase di transizione.