Disabili, la discriminazione sottile…
youtube.com/watch?v=WNmFqU-PxZ0 “Non pensiamo si tratti di un episodio di discriminazione, o almeno non abbiamo elementi per dirlo, più che altro è un problema di accesso a uno spazio che è di tutti”. Questo il commento dell’Associazione Italiana Persone Down, a colloquio con Terra, dopo la denuncia di una bambina down che sarebbe stata cacciata da un lido sul litorale di Ostia, perché sprovvista di ticket di ingresso. Per l’AIPD non ci sono elementi utili a valutare il caso, “dato che la persona coinvolta nell’episodio non risulta iscritta alla nostra associazione”. Acqua sul fuoco dunque, anche a causa delle scuse arrivate dai responsabili del lido, che assicurano di non essersi accorti del fatto, ma avvertono: “auspichiamo di non dover assistere, con l’estate, a episodi di discriminazione, come accaduto a Gardaland”. Una recente denuncia partita dal web racconta infatti di come ai ragazzi affetti da sindrome di down non sarebbe consentito l’accesso a molte delle attrazioni del parco giochi. Ma il mondo delle disabilità sta vivendo un momento di crisi senza precedenti, o si potrebbe dire forse addirittura di attacchi che andrebbero ad intaccare sensibilmente i diritti acquisiti da chi è portatore di handicap. Nella regione Lazio l’attenzione è tutta puntata verso il CPO di Ostia, il centro paraplegici finito sotto la scure dei tagli alla sanità della presidente della Regione Renata Polverini, nell’ambito della riorganizzazione della Sanità. Una struttura nata nel 1957 per la cura e la riabilitazione delle persone con lesione midollare, e per il loro reinserimento sociale e lavorativo. Ma quello che più si teme nell’universo delle disabilità, è la proposta contenuta nella manovra finanziaria, di innalzamento della soglia di handicap per cui è previsto l’assegno di assistenza: dal 75% all’85%. Secondo la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), saranno tagliati fuori dal contributo statale la maggior parte dei 38mila down italiani, che hanno riconosciuto il 75% di handicap. Un provvedimento che secondo il governo dovrebbe servire a smascherare i falsi invalidi, ma che di fatto nega i circa 3mila euro annui erogati in favore dei diversamente abili, poco più di 200 euro al mese. Un taglio che secondo i calcoli delle associazioni farebbe risparmiare alle casse dello Stato appena 10 milioni di euro nel prossimo anno. Se il testo dovesse passare così com’è sarebbero decine di migliaia le famiglie colpite dal taglio del contributo. Un provvedimento che avrà non solo ripercussioni pratiche, ma certamente anche ripercussioni psicologiche; incalcolabile il danno che si produce con la scelta, anche simbolica, in un momento di grave crisi come quello attuale, di tagliare risorse ad una delle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione. Risorse spesso indispensabili. Per questi motivi si terrà il primo luglio a Roma, una manifestazione unitaria delle associazioni della disabilità, per protestare contro i tagli: dinanzi Montecitorio si troveranno la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con disabilità), e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), le due federazioni che raggruppano le maggiori associazioni italiane di persone con disabilità e i loro familiari.
pubblicato su Terra, il 23/06/2010
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Anonimo · 29/06/2010