Dopo due anni di attesa arriva il decreto per i rifiuti elettronici
AMBIENTE. Entra in vigore il decreto che consente il cosiddetto “uno contro uno”: sarà possibile consegnare il vecchio elettrodomestico al momento dell’acquisto del nuovo. Aumenterà la raccolta differenziata. Consegnare al negoziante il vecchio televisore quando se ne acquista uno nuovo, così da avviarlo alla raccolta differenziata. Tra pochi giorni sarà finalmente possibile il cosiddetto “uno contro uno”. è quanto previsto da un decreto del Ministero dell’Ambiente, che attua quanto previsto dal decreto 151 del 2005, che a sua volta recepiva le indicazioni emanate da alcune direttive dell’Unione europea. Il testo, publicato ora in Gazzetta Ufficiale, era stato preparato ben due anni fa dall’allora ministro Alfonso Pecoraro Scanio ma l’attuale titolare del dicastero, Stefania Prestigiacomo, non aveva mai dato il via libera.
Con l’entrata in vigore della norma tutti gli apparecchi elettronici di cui ci si vuole disfare potranno essere consegnati direttamente agli esercenti al momento dell’acquisto del nuovo, anziché doverli portare personalmente nelle isole ecologiche allestite dai comuni. «Si tratta di una decisione molto attesa – spiega Valerio Angelelli, componente dell’Albo nazionale gestori ambientali – non solo dagli ambientalisti ma anche dal settore della produzione che oggi è responsabile del recupero e del riciclo dei Raee (Rifiuti di apparecchiature elettriche edd elettroniche). Si assisterà, infatti, ad un sicuro miglioramento del metodo di raccolta di questo materiale che dovrebbe portare ad un netto incremento della raccolta differenziata».
Ogni italiano produce in media 15 kg di rifiuti elettronici l’anno, di questi al momento solo il 3,2% viene smaltito correttamente; l’obiettivo, con l’entrata in vigore del sistema “uno contro uno” è di arrivare al 4%. Diversa la situazione tra i vari paesi dell’Ue, dove la media di raccolta pro-capite è di 6 kg, con punte differenti tra i vari paesi: si va dalle percentuali norvegesi del 16-17% a quelle inglesi del 2%. Negli ultimi anni s’è inoltre registrata una crescita vertiginosa dei rifiuti elettrici prodotti, per un tasso di aumento stimato in 5% l’anno a livello globale. Di qui la necessità di non disperdere gli apparecchi elettronici per il prezioso contenuto; materiali di diverso tipo, dal ferro al rame, dallo zinco all’oro, che spesso finiscono ai bordi delle strade o sotto qualche cavalcavia.
Raccolti con l’attuale sistema, invece, il 70% dei materiali viene riutilizzato e rientra nel circuito produttivo, mentre i materiali pericolosi vengono smaltiti. Il decreto, modificando la normativa in materia di raccolta e gestione dei rifiuti, prevede procedure semplificate per i commercianti che dovranno ritirare le apparecchiature. Gli esercenti non necessiteranno quindi delle autorizzazioni richieste per le attività di raccolta e trasporto rifiuti, ma sarà loro chiesta solo l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali, mentre anche le procedure di documentazione (registro carico-scarico e formulari) saranno semplificate.
Ambigua invece la situazione dei rifiuti elettrici speciali, quelli cosiddetti di tipo professionale. «Al momento – evidenzia Angelelli – non è chiaro con quale sistema dovranno essere trattati i rifiuti Raee professionali, se secondo quanto previsto dal Sistri (il Sistema di controllo di controllo della tracciabilità dei rifiuti) o dal decreto “uno contro uno”».
pubblicato su Terra il 06/05/2010
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