Un centro per l’integrazione e l’inclusione degli immigrati nei vecchi capannoni del canapificio di via Ellittico, nei pressi della stazione ferroviaria e di piazza Carlo III. Sorgerà qui «l’oasi dell’integrazione possibile» secondo quanto deliberato dalla giunta regionale della Campania (Burc 1353) che ha finanziato l’opera con 6 milioni e 735mila euro. Scopo dell’operazione: «diffondere migliori condizioni di legalità e giustizia a cittadini e imprese anche mediante il miglioramento della gestione dell’impatto migratorio», si legge nel documento. Il progetto si inserisce infatti nel Pon «Sicurezza per lo sviluppo», e prevede la ristrutturazione di parte degli immobili, il recupero e il risanamento urbano e la messa in atto di azioni volte al miglioramento delle condizioni di vita degli immigrati favorendo così una maggior integrazione e riducendo le possibilità di affiliazione alla malavita organizzata. La struttura, che non è da confondere con i Cie (Centri di identificazione ed espulsione che il Viminale intende istituire in ogni regione), di cui si paventò qualche mese fa la immediata costruzione nelle ex casermette di viale Carlo III, una volta completata e a pieno regime, metterà in atto azioni già previste dal quadro di riferimento per l’utilizzo del Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo sociale europeo che finanziano l’opera. Ovvero, azioni mirate a favorire l’inclusione sociale e la tutela delle persone immigrate attraverso il rafforzamento di una rete di offerta di servizi, di accoglienza, di informazione e mediazione.
Nell’ex Canapificio, dove già oggi vi è un centro sociale che offre la stessa tipologia di servizi a ghanesi, senegalesi e liberiani per gran parte, ma anche a molti altri immigrati di altre regioni dell’Africa, saranno realizzate strutture idonee per offrire servizi di front-office a persone che abbiano già regolarizzato la loro posizione in Italia. Nello specifico, vi saranno servizi di orientamento, per rendere meno difficile il rapporto tra immigrati e operatori pubblici, e di accompagnamento presso sedi od organismi istituzionali; orientamento al lavoro, con offerta di informazioni sul mercato del lavoro, individuazione delle competenze, sulla possibilità di usufruire di corsi professionali; percorsi formativi, per rendere maggiormente qualificato il lavoratore immigrato, e più preparato all’utilizzo di macchinari agricoli e accorto alle norme di sicurezza; alfabetizzazione socio-linguistica, con corsi di italiano; organizzazione di servizi per i minori e per le donne e la promozione di spazi di socializzazione e di espressione artistica e culturale. Dei circa 15mila mq della struttura, ne saranno restaurati 1.781, con l’utilizzo di materiali bio-compatibili e rivestimenti di pannelli solari. Ad essere interessato dai lavori anche il cortile esterno alla struttura.

 

pubblicato su il mattino del 27/08/09