Quant’è brutto dire: ‘l’avevo detto’. Però l’avevo detto, o meglio, scritto, che prima o poi avrebbero chiesto più poteri per una grande città del nord, quasi certamente Milano. E poco fa Umberto Bossi (per favore smettetela di chiamarlo il senatur), mi ha dato ragione.

E’ la logica conseguenza di un decreto che si chiama Roma Capitale, in discussione in parlamento (si, sembra che non fanno mai niente, invece alcune cose vanno avanti). In poche parole, lo Stato assegna alla città di Roma, quindi al suo municipio, quindi al Comune, quindi al sindaco, in questo caso Alemanno, tutta una serie di poteri, per poter gestire la città in maniera quasi del tutto autonoma rispetto sia alle decisioni della Regione e della Provincia, sia rispetto lo Stato italiano stesso, spesso attribuendo poteri in deroga.

Nello specifico potete leggere qui di che poteri stiamo parlando. Il punto è che, come ha detto qualche minuto fa ai cronisti dell’Ansa Bossi, quando si da il via libera ad una cosa del genere, questa finisce per diventare naturalmente il famoso precedente, in base al quale ripetere e riprodurre lo stesso meccanismo ovunque, in base ad un presunto stato di eccezione che ne legittima l’impiego.

Fatto per Roma  verranno le altre. Perchè infatti, non applicare lo stesso regime di potere decisionale a Milano, una metropoli che vanta milioni di abitanti, grandi problemi di viabilità ecc. ecc. ecc. ?

Cosa comporta tutto ciò? Regole diverse a seconda che ci si trovi a Roma o a Milano o chissà ancora dove altro. L’inizio della fine di uno stato nazionale secondo alcuni, l’inizio di uno stato “federato” secondo altri. Ad ogni modo, sembra qualcosa di molto vicino a ciò che volevano i leghisti quando parlavano di secessione.
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La nota dell’Ansa:

BOSSI: ROMA CAPITALE? ORA CI VUOLE QUELLA DEL NORD ++
SENATUR SCHERZA, LO ABBIAMO VOTATO SOLO PERCHÈALEMANNO PIANGEVA
(ANSA) – ROMA, 17 SET – «Ora ci vuole quella del Nord». Il
leader della Lega, Umberto Bossi, nel corso di una conversazione
con l’ANSA, commenta così l’approvazione del decreto su ‘Roma
Capitalè in Consiglio dei ministri.
Il Senatur scherza e si lascia andare ad una battuta: «Lo
abbiamo votato solo perchè il sindaco Alemanno è venuto
piangendo», chiosa il ministro facendo riferimento alla
presenza del sindaco di Roma a Palazzo Chigi dopo la firma del
provvedimento. (ANSA).