Etica e medicina: il 28 giugno incontro alla Libreria Guida di Capua
Un argomento di grande attualità sarà l’oggetto del dibattito che si terrà giovedì 28 giugno alle 18 nella saletta degli eventi della Libreria Guida Capua, in c.so Gran Priorato di Malta 25: stiamo parlando di nutrizione artificiale e testamento biologico.
Occasione del dibattito è la presentazione del libro “La nutrizione ai confini della vita. Riflessioni dal caso Terri Schiavo: ovvero tra etica delle comunità ed etica degli individui” (Guida Editore) di Franco Contaldo, professore ordinario di Medicina Interna all'Università di Napoli Federico II. Per discuterne con l’autore intervengono Gianluigi Zeppetella, direttore dell’UOC di Fisiopatologia, terapia del dolore e cure palliative dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, coordinatore del gruppo campano della S.I.C.P. (Società italiana di Cure Palliative) e presidente della Consulta di Bioetica della Società Italiana di Cure Palliative; Pasquale Giustiniani, ordinario di Filosofia teoretica nella Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale, consigliere dell’Istituto Italiano di Bioetica e membro del Comitato scientifico del CIRB (Centro Interuniversitario di Ricerca Bioetica); Pietro Carideo, anestesista, resp. UOS Nutrizione Artificiale e NAD dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e S. Sebastiano” di Caserta, consigliere nazionale della SINPE.
Si tratta del secondo appuntamento (dopo “BIO-MEDIA-ETICA - Dal caso Welby in poi: quale comunicazione?” dell’8 giugno scorso a S. Maria C.V., registrato e trasmesso anche da Radio Radicale) organizzato dalla neonata Consulta di Bioetica della Società Italiana di Cure Palliative, che ha promosso l’incontro in collaborazione con la casa editrice Guida, l’Associazione Alfredo Guida Amici del Libro Onlus, l’Associazione Architempo e la Libreria Guida Capua.
“La nutrizione artificiale è una terapia medica e come tale può essere interrotta”, afferma Franco Contaldo nel suo libro. Partendo dal caso di Terri Schiavo e dal problema dell'accanimento terapeutico, l’autore riflette sul rapporto medico-paziente e sui principi espressi dalla Convenzione di Oviedo, che pone il malato nella condizione di poter accettare o rifiutare le cure, cosa di cui non è possibile tener conto nei casi di pazienti impossibilitati ad esprimersi coscientemente. “Il testamento biologico e l'individuazione di un tutor a cui affidarlo rappresentano un aiuto per comprenderne il modo di pensare” continua Contaldo, che sottolinea come l'intervento del medico debba necessariamente essere compassionevole per favorire un processo di morte più sereno possibile.
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