Facebook wars e la caciotta della Polverini

Qualcuno potrebbe chiamarle guerra mediatiche, o parafrasando il
celebre film di George Lucas, anche Social Network Wars. Se la politica
si sposta sul web infatti, alla ricerca di nuovi palcoscenici dove
poter comunicare, anche questo nuovo spazio non può essere esente da
polemiche. Quello che probabilmente un giorno non lontano sarà un case
history per studenti di scienze delle comunicazioni e di marketing
politico-elettorale, s’è appena consumato alla Regione Lazio, con una
bordata partita direttamente dalla scrivania della presidente Renata
Polverini: chiudere subito facebook e tutte quelle applicazioni non
attinenti al lavoro.
Questo il succo delle due circolari emesse dal segretario generale con
lo scopo di oscurare i social network sui pc dei circa 3mila dipendenti
della Regione Lazio. Tutto parte dalle rilevazioni effettuate dalla
società regionale che si occupa dei sistemi informatici, che avrebbe
registrato come la maggior parte delle connessioni giornaliere della
Regione sia dirette sui social media (fb, msn, youtube). Basta dunque.
Perchè tutti questi strumenti (o new media), nulla hanno a che vedere
col lavoro (dice Renata Polverini). Non appena entrata in vigore la
circolare, con i computer che cominciavano a fornire messaggi negativi
alle richieste di connessione, i gruppi consiliari di Verdi e Radicali
hanno inscenato una protesta.
«Ci avete tolto gli strumenti di lavoro. Noi non siamo semplici
dipendenti, ma personale politico, abbiamo bisogno di quegli strumenti
per comunicare con i cittadini» il leitmotiv che ha segnato un flash
mob dinanzi la sede del Consiglio regionale di via della Pisana;
ripreso e finito su fb e youtube, in un cortocircuito senza fine. Il
capogruppo dei Verdi, Angelo Bonelli (5mila amici più una pagina fan),
parla di «censura cinese» e «attacco alla democrazia e
all’informazione», visto che oltre ai social network, sono spariti –
pare per un errore tecnico – anche i contenuti multimediali di molti
siti di news online, tra i quali repubblica e corriere. Mario Brozzi
(poco meno di 2mila amici su fb), capogruppo della Lista Polverini
invece non vede «quale sia l’utilità, se non afferente alla vita
strettamente personale, di dover accedere alla rete virtuale mentre si
è nelle vesti pubbliche».
Una battaglia che avrà un seguito, vista la comunicazione che il
segretario generale del Consiglio, Nazareno Cecinelli, avrebbe inviato
ai gruppi consiliari, segnalando che la possibilità di accedere ai
social network sarà data solo a 2 collaboratori per ciascun
consigliere. Intanto, mentre si combatte la battaglia per chiudere, o
quantomeno limitare l’uso di facebook, cresce proprio sul social
network più famoso del mondo, di 87 fan al giorno il gruppo di Renata
Polverini, che con più di 12mila fan, nella speciale classifica degli
italiani su fb (a cura di baroncelli.eu) si posiziona subito sotto
Giuliano Pisapia e un gradino sopra il ministro Meloni. Questo senza
contare i 5mila amici del suo profilo personale, gli altri 5mila del
gruppo ‘Polverini Presidente Regione Lazio’, ma anche i 23.500 di ‘La
Polverini non è il mio presidente’ o i poco più di 2mila di ‘Questa
caciotta avrà più fan di Renata Polverini”. Come dire, chi di facebook
colpisce…
pubblicato su Terra, il 17/11/2010
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