Giovani di false speranze
Pubblichiamo una riflessione sul mondo del lavoro e dell’impresa in italia. Il Paese dove tutti sono d’accordo (a parole) a favorire l’imprenditoria giovanile, ma poi…
(di Davide Cadore) – “Vogliamo un’Italia in cui chiunque abbia un’idea interessante
economicamente possa provare a realizzarla e questo sito è un ottimo
strumento per raggiungere questo obiettivo”. Si tratta del portale giovaneimpresa.it; le parole sono del ministro Meloni. Il
ragionamento che ci sta dietro è piuttosto semplice: se in questo paese
il mercato del lavoro stenta, chi ha un’idea, una competenza, “faccia
impresa”. Sono parole che percorrono l’arco costituzionale come un fascio di corrente. “Facciamo
l’impresa” era il motto della campagna elettorale marchiata PD nella
regione Veneto; “Inglese-Internet-Impresa” rimane un cammeo delle
campagne di comunicazione del PDL, ma, alla prova dei fatti, non si
ottiene quello “scossone tanto sperato”. Pare di sentire il correttore
automatico di Word quando ci dice “non perché il termine sia sbagliato, ma perché logoro e abusato”.
Siamo
certamente il paese più vicino a quel sogno di “little ownership
society” che ha fatto da collante ideologico tra la precedente
Amministrazione USA e il governo Berlusconi. E’ un miraggio nelle
corde e negli umori del nostro paese forse da sempre, su cui converge
anche buona parte della Sinistra, declinandolo con altre parole. Ma
alla base sta un difetto logico che si potrebbe esprimere in tre
domande: c’è la volontà di fare impresa? Alla volontà si sommano delle
risorse e delle competenze? E quale impresa serve (oltre a quella che
vogliamo)? Veneto Lavoro è un ente strumentale delle Regione che
fornisce assistenza tecnica a Regione e Province sulla materia. Un
docente universitario, responsabile della ricerca dell’ente, nell’ambito
di una conversazione amichevole, ricordo che si espresse in modo rapido
tagliente. E’ impensabile che dei giovani laureati sempre più
specializzati stiano ad aspettare il posto di lavoro da un mercato che
dovrebbero loro stessi far crescere. Devono essere imprenditori di sé
stessi e mettere in atto quanto hanno appreso. La declinazione
veneto-italica della massima kennediana “non chiederti cosa può fare per
te il tuo paese, ma cosa puoi fare tu per il tuo paese”.
Allora un giovane imprenditore apre il “portale delle magie” e prova a verificare la rispondenza tra un suo business plan e i canali di accesso ai finanziamenti. “Assegnazione di un contributo alle imprese agricole condotte da giovani – scadenza 22/11/2010”. Sembra
fatta, ma meglio controllare l’oggetto del finanziamento, dando per
scontati i requisiti soggettivi. Rimborsi spese per partecipazione a
fiere e tutto quello che ci gira intorno. Quindi si finanziano gli
enti Fiera e di converso ne tornerà in pubblicità anche ai
partecipanti. Marketing prima ancora del business d’impresa. L’impresa
che ne può nascere, commenta una voce dell’economia fuori dal coro che
sceglie l’anonimato, è già vecchia, datata e –osservando molti nomi e le
categorie afferenti– erede concettuale delle storture e degli errori
del nostro mercato più che imperfetto.
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