Questa mattina la Commissione Ambiente aveva approvato un emendamento per far slittare a luglio la nuova tassa sui rifiuti, la Tares. Poco più tardi, la Commissione Bilancio del Senato ha bocciato il rinvio, causa mancanza di copertura finanziaria. Inizialmente, secondo indiscrezioni, lo slittamento era dato per certo, e addirittura, sarebbe dovuta seguire l’eliminazione della nuova tassa. Ma così non è andata.

Secondo uno studio della Cgia di Mestre l’attuale impianto della Tares che sostituirà sia la vecchia Tarsu che e la Tia (tariffa igiene ambientale), costerà agli italiani almeno 2 miliardi di euro in più (precisamente 1,9 miliardi di euro). Il gettito complessivo a carico delle famiglie e delle imprese sarà di almeno 8 miliardi. “Come è possibile subire questi aumenti quando negli ultimi 5 anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani è diminuita del 5% e l’incidenza della raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumentata del 30,5%?” chiede il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi.

Già, perchè?

Ps
A
d Aprile ci sarà la riscossione della prima delle 3 rate previste.

Nota
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