Il fattore "Z"
L'opinione pubblica è inerte e reagisce alle influenze nuove solo dopo un lungo periodo di latenza; essa predilige inoltre le semplificazioni grossolane, che per lo più esagerano un dato di fatto obiettivo. Perciò l'opposizione che critica un'opinione diffusa si trova quasi sempre dalla parte della ragione.
(Konrad Lorenz)

(in foto Padre Alex Zanotelli - foto di Giulio Finotti)
Quando un politico parla, solitamente fa attenzione a cosa dice. Pesa le parole, e si guarda bene dall'attaccare personaggi più o meno noti che hanno posizioni diverse dalle sue, se sà che questi non possono creargli realmente problemi. Soprattutto se il politico in questione è uno come il Presidente della Provincia di Caserta, Sandro De Franciscis. Oratore attento, scafato uomo politico, ex parlamentare, ed amico dei più influenti uomini politici dell'attuale classe dirigente.
Qualche giorno fa, durante un convegno che doveva trattare il tema dell'acqua, organizzato dall'Ordine degli ingegneri di Caserta, il Presidente della Provincia è intervenuto per portare il suo saluto all'assemblea, ma il suo discorso - come riporta la stampa locale - s'è trasformato in qualcosa d'altro.
Parlando della privatizzazione dell'acqua De Franciscis ha detto: «La questione acqua pubblica-acqua privata non viene più discussa da amministratori eletti dal popolo o dagli ordini professionali, ma da missionari cacciati dagli stessi paesi in cui operavano, da vescovi zelanti o da pacifisti. Non è possibile che la politica, una volta presa una decisione, si debba piegare alla volontà di altri soggetti, che io rispetto, ma alla quale viene dato un eccessivo potere di condizionamento. Finisce che gli amministratori, sul tema dell´acqua, si pieghino al fattore «Z». C´è bisogno di scelte coraggiose per far ripartire il paese, che in questo momento è fermo. Senza sfide importanti, che si possono anche perdere, non si potrà mai rilanciare l´ Italia, che attualmente è molto indietro rispetto alle altre realtà europee e del mondo occidentale».
L'Italia è ferma. Questa è un'opinione sulla quale concorda la maggioranza del paese. Ma sorgono seri dubbi su quanto sia fondamentale per far ripartire il paese privatizzare l'acqua.
Ciò che però nelle parole di De Franciscis lascia perplessi è l'attacco a padre Alex Zanottelli, missionario comboniano che da tempo si batte contro la privatizzazione del bene primario per eccellenza: l'acqua. E c'è un attacco un pò più velato al Vescovo di Caserta, Monsignor Nogaro, o perlomeno è lecito pensare che quando si parla di "vescovi zelanti" ci si riferisca ad esso.
Senza voler entrare nel merito della questione privatizzazione dell'acqua, ma andando solo ad analizzare le parole riportate dai quotidiani, quasi fosse un esercizio di filologia si può dire che il discorso di De Franciscis mira a delegittimare il frate comboniano Zanotelli e quelli come lui, e mira a ri-legittimare la classe politica come unico legittimo decisore nei confronti delle questioni pubbliche.
Dire "Non è possibile che la politica, una volta presa una decisione, si debba piegare alla volontà di altri soggetti" significa proprio questo. Dichiarare che "La questione acqua pubblica-acqua privata non viene più discussa da amministratori eletti dal popolo o dagli ordini professionali, ma da missionari cacciati dagli stessi paesi in cui operavano, da vescovi zelanti o da pacifisti." significa giustificare qualsiasi decisione in nome di quel popolo sovrano che ha eletto i decisori politici. E' esattamente lo stesso metodo comunicativo adottato all'epoca del secondo governo Berlusconi da quei ministri che approvavano leggi a colpi di maggioranza in nome del popolo elettore; secondo il principio che avendo eletto delle persone, gli elettori saranno sicuramente daccordo con qualsiasi decisione prenderanno quelle persone. Ma non è così. L'ammettere con tono critico che ormai della questione non ne parlano più solo i politici e i tecnici ma anche gente comune significa tentare di delegittimare per l'appunto gli altri interlocutori, come se questi non fossere legittimati a discuterne.
Ma nella logica democratica è proprio il dialogo ed il confronto derivante dalla tensione che si crea con la massa critica che genera la partecipazione su cui si basano le democrazie occidentali.
Quella di De Franciscis appare una sortita tesa esclusivamente a delegittimare l'oppositore principale sul tema in questione, quello della privatizzazione dell'acqua. Un oppositore, Alex Zanotelli, molto pericoloso in tal senso, dato che ha grosso credito sui media nazionali e presso grosse fette della società civile. Un missionario che non è stato cacciato dalle comunità nelle quali ha operato (e dove anzi ha vissuto per 12 anni), e che chi ha conosciuto (come il sottoscritto), può garantire essere una persona straordinariamente genuina ed onesta.
Dunque un insolito attacco da parte del Presidente della Provincia nei confronti di rappresentanti del Clero cui pure è storicamente legato. Non a caso forse si tratta però di due esponenti (Vescovo e Zanotelli) che nei mesi scorsi si sono espressi duramente contro la localizzazione della discarica Lo Uttaro.Molto meglio risulta De Franciscis quando attacca la classe politica di cui fa parte, quei "72 tra deputati e senatori" cui chiede cosa stiano combinando per allegerire la macchina burocratica amministrativa che il Presidente definisce addirittura "kafkiana".
Commenti (5)
Marco · 30/10/2007
checca · 30/10/2007
kekko · 31/10/2007
il chirichetto è diventato ribelle
Marco · 31/10/2007
yoda · 05/11/2007