In questo preciso istante l’Huffington Post versione italiana apre il proprio sito con questo titolo: “#SIAMOTUTTISCIMMIE“. L’Huffington richiama l’episodio di un calciatore del Barcellona che raccoglie una banana lanciata sul campo e la mangia prima di rimettere in gioco il pallone e, dell’iniziativa su Twitter con l’hashtag #weareallmonkeys in sostegno al calciatore e contro il gesto razzista verificatosi allo stadio.

Anche altri importanti siti italiani danno molta visibilità all’accaduto posizionandolo tra le prime 2-3 notizie.

Ho aperto per curiosità alcuni tra i maggiori siti di news esteri. Ecco il risultato:

BBC: prima notizia le sanzioni alla Russia; seconda notizia la condanna a morte di massa per 683 persone in Egitto;

CNN: prima notizia anche in questo caso dedicata alla situazione Ucraina, seconda notizia sulla tragedia del traghetto in Corea del Sud e sulla possibilità che molte vite sarebbero potute essere salvate;

NYT: prima notizia anche in questo caso per le sanzioni alla Russia, seconda notizia è uno speciale su Chernobyl che non ve lo sto neanche a dire;

GUARDIAN: la prima notizia riguarda il pubblicitario Max Cliffort condannato (dopo un processo di 6 settimane) per uno scandalo riguardante abusi sessuali; la seconda notizia riguarda le sanzioni alla Russia.

Per completezza: El Pais riporta quanto accaduto nella colonna di destra. Le prime notizie sono dedicate alla politica nazione, subito dopo anche qui troviamo l’Ucraina. Sui siti già menzionati, invece, non ve n’è proprio traccia.

Visto che con l’anteprima di oggi a Roma si apre ufficialmente il Festival di Giornalismo di Perugia, credo che questa potrebbe essere un’ottima occasione di spunto per chiedersi (e chiedere ai direttori delle testate che saranno presenti a Perugia), in che stato è il giornalismo italiano oggi.

Non so se potrò essere presente almeno un giorno, ma la domanda che farei a tutti i responsabili delle testate presenti, specialmente per le edizioni online è questa:

perché in Italia si da tanto spazio a fatti come quello del calciatore e la banana, che non hanno oggettivamente un alto valore informativo e giornalistico, ma che al contrario sembrano “importanti” ai fini della viralità che possono comportare in termini di condivisioni e quindi di aumentati accessi al sito che li ospita? – E’ da precisare che molta visibilità era stata data dai siti di casa nostra già prima della reazione antirazzista su Twitter – Se per questioni legate agli introiti pubblicitari e commerciali le edizioni online dei giornali sono “costrette” ad aumentare lo spazio a disposizione e il numero di questo tipo di notizie, siamo condannati ad essere sommersi da un’informazione che si occupa sempre più di frivolezze, a discapito delle vere news, delle vere inchieste, dei veri reportage? E perché in altri paesi questo non succede?

Buona informazione e buon Festival a tutti. #ijf14

@giurnal

PS

Alcuni post attinenti questo argomento li trovate sul mio blog su L’Espresso.