Il ministro che brucia le leggi e il tizio che ha un blog
Da un po’ di tempo non aggiornavo questo sito con miei commenti personali. Mi stavo limitando a pubblicare articoli che riesco ogni tanto a pubblicare qua o là, o quelli di colleghi o amici che trovo interessanti. In questi giorni più volte sono stato tentato di postare qualche commento su quello che sta succedendo in questa sedicente campagna elettorale, ma pure su questo non ho trovato tempo.
Ma, quando uno che ha un blog (come me), incontra uno che fa il ministro della Repubblica, che brucia cartoni che idealmente rappresentano leggi dello Stato (come Calderoli), quello col blog ha l’obbligo morale di trovare il tempo per scrivere quattro righe di commento.
Dunque in questi casi cosa succede: che quello con il blog cerca su youtube qualche canzone cattiva, (tipo Fabri Fibra), di quelle che gridano rabbia contro il sistema, la società ecc. ecc., per sentirsi più ispirato nella scrittura, scoprendo però che quelle canzoni sono troppo poco cattive per la situazione. In attesa di suggerimenti che arrivino a colmare la lacuna in materia di cultura musicale, quello con il blog comincia a scrivere.
E’ successo che un ministro della Repubblica (sic!), il signor Calderoli Roberto, chirurgo maxillo facciale (secondo i dati di wikipedia), sposato con “rito celtico” (…) paladino dell’indipendenza della padania (parola che da oggi sarà volontariamente scritta in minuscolo su questo blog, fino a quando quella parte d’Italia sarà riconosciuta per l’appunto Italia), s’è fatto fotografare felice con ascia e torcia, con la quale ha dato fuoco a una pila di cartoni sulla quale era scritto “leggi inutili”.
Il signor Calderoli da Bergamo (sposato con rito celtico), è ministro per la Semplificazione del governo vigente. Per questo motivo deve aver pensato che fosse suo diritto prendersi la briga di utilizzare una caserma dei Vigili del Fuoco a Roma, per dare fuoco alle leggi dello Stato italiano.
In questi giorni abbiamo assistito ad un’altra stravaganza, per così dire. Il “giuramento” dei candidati governatori delle regioni, al cospetto del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sul palco di piazza San Giovanni a Roma. Viene da chiedersi, trovandosi dinanzi a scene del genere, chi possa averle concepite e suggerite a quelli che poi ne sono diventati gli esecutori, o per dirla in un modo oramai familiare, gli “utilizzatori finali”. Esperti di comunicazione? Guru delle dinamiche delle folle e delle campagne elettorali? In ogni caso siamo di fronte ad uno scadimento della scena pubblica davvero deprimente. In cerca della trovata originale per incantare le masse, i signori della politica dimenticano l’anima e dimenticano i contenuti. Dimenticano i problemi della gente reale, e con loro dimenticano quindi la gente stessa.
Tornando a Calderoli (quello sposato con rito celtico), resta l’obbligo morale di quello che ha un blog e che non può esimersi dallo scrivere quattro righe di commento di fronte ad un ministro che brucia le leggi dello Stato, ma c’è anche lo scoramento e la difficoltà di trovare cose da dire. E’ come quando per le strade della Campania vediamo cumuli di rifiuti andare in fiamme, per ore, senza che qualcuno intervenga a spegnerle. Nelle campagne, tra gli orti coltivati, sapendo che l’emergenza rifiuti è stata dichiarata terminata, e che quindi con ancor maggior difficoltà qualcuno verrà ad aiutarci. E’ proprio come in quel caso. Vediamo l’edificio andare in fiamme, e quello che gli ha dato fuoco è all’interno, e ha le chiavi, perchè è il padrone. E noi siamo sotto il suo stesso tetto.
Per concludere. Qualcuno dirà che si trattava di leggi stupide, di norme obsolete, oramai inattuali ed inutili. Bene, per molte sarà sicuramente così, come scrivono i principali quotidiani online oggi, riportando quello che avranno sicuramente comunicato le agenzie di stampa preparate dagli uomini del ministro incendiario. Non perché i giornalisti di quei quotidiani non lavorino bene, ma perché chiaramente non v’era il tempo di andare a spulciare e controllare le 375mila leggi cancellate.
Quello che è importante, e preoccupante però, è altro. Ovvero la scelta visiva che si è voluto dare all’evento. Ascia e torcia nelle mani di un ministro, e gli scatoloni della legge a fuoco. L’anarchia al governo. Il mondo all’incontrario.
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