Sarà un incontro per stomaci forti quello di sabato sera (17 gennaio), un incontro insolito che si terrà presso il circolo culturale Jarmush, durante il quale sarà proiettato «Earthlings» ovvero «Terrestri», probabilmente il documentario più famoso nel mondo di vegani e vegetariani. L’evento, organizzato da un gruppo informale di persone che hanno deciso di rifiutare la dieta a base di carni animali, per nutrirsi con vegetali o in alcuni casi con nessun prodotto di origine animale, vuole portare all’attenzione lo sfruttamento e le condizioni spesso al limite del sopportabile, che spesso si nascondono dietro l’allevamento intensivo di capi di bestiame necessario a soddisfare il fabbisogno di consumo cui la società moderna è abituata. A prendere parte al meeting, che comincerà alle ore 18, anche alcuni rappresentanti di Valle Vegan, una comunità alle porte di Roma definita fattoria degli animali liberi, dove si persegue un altro modello di sviluppo e soprattutto ovviamente di convivenza con altre specie. Punto cardine della serata sarà la visione di «Earthlings», un documentario crudo sull’attuale stato di allevamenti, macelli e produzione di carne pronta al consumo. Il documentario, attraverso la voce dell’attore Joaquin Phoenix, e la musica del noto artista Moby, racconta del rapporto tra uomo e animali, un rapporto che vede l’uomo dipendere da sempre dagli animali, per la compagnia, il vestiario, il divertimento, la ricerca scientifica, ma che accusa lo stesso genere umano di non essere sensibile e rispettoso della specie animale. Durante il dibattito che seguirà il film però non si parlerà solo delle condizioni inumane di allevamenti e dei metodi di macellazione, ma anche delle conseguenze di tipo ambientale ed economico che questo modello comporta e del costo in termini di vite umane. Per gli organizzatori «la sola appartenza biologica ad una specie diversa da quella umana non giustifica moralmente o eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente». Gli stessi organizzatori hanno già organizzato durante le festività natalizie un presidio in via Mazzini contro un’attività commerciale tacciata di utilizzare animali per realizzare i loro capi di abbigliamento.