Il pendolino politico
Mentre tutti sono presi a guardare Fini-Casini-Rutelli, sarà Gianni Alemanno il vero “uomo nuovo” della destra italiana. Il sindaco di Roma che studia da premier, e che sta intrecciando rapporti solidissimi con settori strategici per il controllo del potere (immobiliaristi e clero in primis, uomini chiave come Gianni Letta, e che sta per ottenere in regalo dalla Lega di Calderoli una supe-legge per Roma Capitale, che assegnerà al Comune di Roma tanti poteri in deroga allo Stato da far diventare la città eterna una sorta di città-stato).
Bossi farà “banco” alle prossime elezioni, e risulterà essere il vero vincitore. Il Pdl registrerà un notevole calo, segnando di fatto la fine dell’esperienza del partito unico del centro-destra. Il Pd, dopo il voto, si disgregherà, rinunciando definitivamente alla vocazione bipartitica cara a Veltroni. L’Idv otterrà un buon risultato elettorale, come la Lega, se si andrà ad elezioni entro dicembre, ma rischierà di sgonfiarsi per fuoriuscite che andranno in due direzioni: alcuni parlamentari transfugheranno verso una parte del Pd, e altri verso l’area finiana-rutelliana-casiniana.
Vendola si prenderà una parte del Pd, probabilmente assieme a De Magistris che porterà in dote una parte dell’Idv. Così si svuoterebbe anche l’esperienza di Sel-Sinistra Ecologia e Libertà, i cui sopravvissuti che non seguiranno Vendola potrebbero cercare una ricomposizione con altre forze rimaste ad oggi fuori dal parlamento (Verdi, Rifondazione, Comunisti).
Insomma chi vincerà le elezioni? Dipenderà dalle alleanze anche se il centrodestra risulta più forte del centrosinistra, inoltre resta da vedere quanto peserà questa volta l’astenzione, e il voto del movimento di Beppe Grillo.
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