Il Planetario che non interessa a nessuno

Qualche anno fa fui il primo a entrare nel Planetario di Caserta. La struttura non era ancora aperta al pubblico, e feci un giro per raccontare sulle pagine de Il Mattino come sarebbe stato. Già prima di cominciare c’erano alcuni problemi, tra cui quello delle infiltrazioni di pioggia, che in una struttura dalle tecnologie così sofisticate, non era un affare da poco. Poi con la mia associazione NU MEDIA organizzai il primo evento del Planetario di Caserta. Il giorno dopo avrebbe aperto alle scuole. Facemmo il tutto esaurito. Ricordo l’entusiasmo del prof. Smaldone, curatore della struttura, per quel piccolo gioiellino. Oggi il Planetario di Caserta chiude i battenti, mai davvero valorizzato dalle amministrazioni comunali che si sono succedute. Una struttura che fa al massimo 3-4 posti di lavoro, e non ha da concedere molte clientele. Resta, al momento, un’altra ennesima occasione sprecata di promozione e soprattutto arricchimento del territorio, in un quartiere, tra l’altro, che non ha null’altro da offrire, se non un agguerrito gruppo scout.
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