Imprese cinesi prime in Italia, tra le ultime a Caserta
Bar, ristoranti, negozi di abbigliamento, piccole imprese artigiane. Un boom che a qualcuno può apparire come un’invasione. Sono le imprese cinesi di piccole e medie dimensioni. Quasi cinquantamila in tutta Italia, con un tasso di crescita del 131% negli ultimi sette anni. Neppure la crisi ha fermato l’espansione dei negozi e delle imprese cinese. Lo studio, pubblicato in questi giorni dall’Associazione Artigiani Piccole e Medie Imprese (Cgia) di Mestre, dice che i negozi di vicinato, così come le aziende manifatturiere (specialmente tessile, abbigliamento e pelletteria), sono sempre più appannaggio di piccoli imprenditori provenienti dalla Cina. Se nel nord Italia la concentrazione massima la si trova in Lombardia (10.129), al sud è la Campania a detenere il record con una popolazione di 2.522 imprenditori cinesi. La Cina, dunque, rappresenta l’8,4% dell’intera imprenditoria straniera presente in Campania, un dato leggermente superiore a quello nazionale (8,3%) ma comunque ancora inferiore a quelli di Toscana (17,9%), Veneto (10,4%) ed Emilia Romagna (9,2%). Mentre, dunque, sempre più multinazionali lasciano il paese per delocalizzare altrove le produzioni (dove la manodopera costa meno), sempre più piccoli imprenditori scelgono l’Italia e la Campania per aprire piccole attività commerciali. Proprio nel momento peggiore della crisi infatti, tra il 2008 e il 2009, la presenza dell’imprenditoria cinese in Italia è aumentata del 7,8%.
Un dato che però non trova conferme nella provincia casertana, dove le imprese cinesi sono appena 201, di cui la maggior parte si ritrovano nel settore del commercio all’ingrosso o al dettaglio e nella riparazione d’auto (ben 158). Ventisei sono invece le aziende registrate regolarmente per l’attività manifatturiera. Pochi quelli che si occupano di ristorazione, circa una decina, mentre altre undici partite iva non risultano classificate. Un dato nettamente in controtendenza rispetto alla media nazionale e allo stesso dato regionale. Tra le imprese straniere presenti nel casertano, leader è la comunità marocchina, con quasi 1.200 attività, tutte nel commercio all’ingrosso e al dettaglio. A seguire svizzeri, nigeriani e senegalesi. Le comunità africane sono sicuramente quelle presenti da più tempo sul territorio, ormai da alcune generazioni, e con un maggior numero di componenti, questo spiega il dato relativo al numero di imprese di Senegal (661) e Nigeria (776). Meno facile da spiegare, invece, è la presenza così scarsa di commercianti e imprenditori cinesi. Un dato che potrebbe probabilmente essere in parte spiegato con il gran numero di aziende dove si utilizza manodopera al nero, come più volte scoperto dalle forze dell’ordine, e dove lavorano in semi-schiavitù decine di cittadini cinesi, e dalla vicinanza con la metropoli napoletana, più appetibile dal punto di vista imprenditoriale. In crescita anche le partite iva di operatori dell’est europeo (Moldavia, Ucraina, Albania, Serbia e Montenegro), e sudamericani (Argentina, Brasile, Cuba, Repubblica Dominicana), mentre si affacciano sul mercato casertano anche piccole comunità di imprenditori del medio-oriente (Arabia Saudita, Iran, Libano). Un panorama, quello del mondo imprenditoriale casertano, che si compone così di oltre 5.600 aziende straniere, più di 1.100 cittadini comunitari e circa 110.500 italiane.
pubblicato su Il Mattino il 10/04/2010
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