Ricucire lo strappo. Ora è possibile.
Quella lacerazione avvenuta nel tessuto sociale casertano, tra parti della società civile e partiti, tra associazionismo e amministrazione comunale è ora meno difficile da cicatrizzare.

Il provvedimento del Prefetto di Napoli Alessandro Pansa (che riapre la discarica di Lo Uttaro, chiusa dal Sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti a scopo precauzionale, in quanto dalla relazione del consulente tecnico nominato dal Tribunale di Napoli emerge che tale discarica nuoce alla salute pubblica e all'ambiente) viene fermamente contestato dall'amministrazione comunale. Minoranza e maggioranza daccordo.

Il documento firmato ieri sera all'unanimità esprime una ferma protesta nei confronti della decisione del Commissario "sia per le forme che per i contenuti". Si è ufficialmente aperta la fase due nella vicenda Lo Uttaro.
Tutto quello che verrà ora sarà diverso.
Nei mesi scorsi una buona parte dell'attuale maggioranza del governo cittadino aveva espresso forte dissenso nei confronti della protesta portata avanti da un gruppo esiguo di cittadini che hanno però saputo coinvolgere ampie frange della cittadinanza nelle occasioni delle manifestazioni di piazza. Una protesta che arrivava per la maggior parte da organizzazioni, associazioni e persone appartenenti alla stessa parte politica che governa Caserta: il centrosinistra. Molti amministratori dunque hanno screditato le tesi dei comitati, rigettandole come espressioni di un estremismo ambientalista pronto a dire 'No' ad ogni scelta.

Dalla parte dei comitati bisogna dire che v'è stato un rigetto della politica, delle sue espressioni partitiche e dei suoi rappresentanti sul territorio. Quei pochi rappresentanti politici che pure si sono avvicinati alla protesta, sono stati sempre più veementemente accusati di voler "mettere il cappello" alla protesta, di voler in poche parole, strumentalizzare i comitati. Un rigurgito della politica e di qualsiasi sua rappresentante giustificato dalle scelte della stessa politica, un disgusto amplificato dal fatto che coloro i quali si ponevano come interlocutori politici appartenevano alla stessa maggioranza, comunale o provinciale che fosse. E così pian piano tutti i politici che s'erano avvicinati, hanno poi abbandonato la barca. Casomai continuando a lavorare sul molo in attesa di acque più calme. Oggi bisogna avere il coraggio di riconoscere queste dinamiche per poter continuare. La situazione è oramai diversa. La stessa maggioranza comunale appare oggi più consapevole del pericolo derivante da quella discarica e non riconoscere che le tesi dei comitati erano corrette è oggi impresa ardua per chiunque.  In questa situazione poi, bisogna dire che assai debole s'è rivelata la minoranza comunale. Se non fosse stato per l'interesse di un paio di consiglieri di Alleanza Nazionale sensibili alla problematica, non si avrebbe traccia della presenza dell'opposizione. Un'opposizione che pare non avere legami forti con il tessuto sociale, che non è stata in grado di portare in piazza la protesta, il dissenso, e che ha più volte pubblicamente riconosciuto che se a scegliere quella discarica vi fosse stata un'amministrazione di centrodestra sarebbe scoppiato un putiferio. Evidente consapevolezza della capacità dell'altra parte politica di mobilitare le piazze. Ma al di là delle ragioni storiche e culturali di ciò, davvero è apparsa poca cosa l'attuale minoranza comunale in materia di mobilitazione e legame col territorio. Ciò ha rappresentato sicuramente uno svantaggio per la città.

Detto questo, il documento firmato ieri sera segna uno spartiacque, più di quanto non avesse fatto la stessa ordinanza di chiusura dello sversatoio.
Maggioranza e minoranza, alla fine del documento esprimono l'auspicio che "la concertazione istituzionale sia finalizzata al definitivo abbandono della logica commissariale restituendo sovranità ai territori e alle comunità locali". E' questa la vera novità. Se la scelta della cava dove fare la discarica, la scelta della città capoluogo, i tempi e tutto il resto sono stati giustificati nel corso di questi mesi dall'amministrazione comunale come "dovere istituzionale", ossia come un quasi-obbligo rispetto al Commissariato di Governo, il documento firmato ieri sera è un qualcosa in più rispetto al solo obbedire ad un potere dello Stato che agisce in deroga ad ogni legge.

Speriamo sia la riappropriazione del territorio da parte dei suoi amministratori. Speriamo non sia solo un colpo di coda prima di morire definitivamente sotto altre discariche.

Giulio Finotti