L’albero del Santagata
Il Comitato Capuano Allarme Rifiuti ha reso pubblico un volantino per rendere nota la situazione perdurante di fronte lo storico albero del Santagata. L’albero dove fu impiccato un giovanissimo capuano che si oppose ai nazisti. Pubblichiamo di seguito il testo del voltantino redatto dall’amico poeta e scrittore Marco Palasciano.

Passando per la strada provinciale che da Capua porta a Santa Maria Capua Vetere, si vede, a un punto, il recintato gelso col cippo che commemora l’impiccagione del sedicenne Carlo Santagata a quelle fronde, il 5 ottobre 1943, per mano delle SS cui – prima che il suo fucile s’inceppasse – aveva decimata la pattuglia; contro la quale s’era scagliato, solo e di sua iniziativa, per vendicare il furto del pane dei suoi, ma in generale il furto che i nazifascisti facevano – in quei giorni – della libertà a ciascuno e, a molti, quale infine lui stesso, della vita.
Se nel ’43 Capua era travagliata dai nazisti, oggi è assediata dall’ immondizia; ieri i gelidi crucchi, oggi i gravidi sacchi coi loro fetidi succhi stazionano superbamente per buona parte delle nostre strade, non importa da chi la colpa parta. Finanche il gelso – si vada a vedere e dolere – è stretto nella morsa dei rifiuti; il gelso del Santagata; quell’albero sacro, cui oltre i corpi dei martiri solo potrebbero appendersi le cetre dei poeti, e presso il quale ogni tanto si depongono, in omaggio, corone di fiori. Corone, in questi giorni, di pattume.
Che l’orgia del dissolto Carnevale annebbi ancora dopo un mese, con reflussi di mal smaltiti coriandoli, le coscienze capuane? Dei carri – non piú carnevaleschi ma netturbini – che nottetempo arrancano a levare la monnezza, coi loro artigli meccanici, da questo o quell’urbano panorama, non uno – a quel che sembra – è stato mai inviato a liberare dallo scempio dei sacchi ammontonati il recinto del gelso del Santagata, semiimmerso tra quelli e tra l’oblio di tutti, oblio in primis di quanti vivono dove il giovane morí e là vanno a sversare i loro escreti.
Preghiamo il nostro sensibile Sindaco di mandare i monatti di turno a rimuovere immediatamente questa vergogna, affinché almeno uno dei luoghi che piú hanno da stare a cuore alla Città – benché non ne sia, propriamente, nel cuore – riabbia la dignità che gli è dovuta.
Commenti (7)
Marco · 19/03/2008
giulio · 20/03/2008
OTTIMO! :)
giulio finotti
Marco · 02/03/2008
RISPETTATE QUESTO ALBERO SACRO. NON LASCIATE IMMONDIZIA QUI DAVANTI.
Ma tornando, abbiamo trovato già appesi là due cartelletti di divieto di sversare rifiuti; bene! Intanto però i sacchi erano diventati quattro… Li abbiamo spostati via e, già che c’eravamo, dopo avere scoperto che il recinto del gelso ha un cancelletto che può agevolmente aprirsi, non essendo dotato di lucchetto ma solo d’un gancio, siamo entrati e abbiamo cominciato a buttar fuori dei barattoli e altre schifezze che chissà quali barbari hanno avuto lo stomaco di buttar dentro il recinto a bruttare l’erba. Più tardi, andremo meglio muniti a togliere il resto.
giulio · 02/03/2008
Eccezionali, davvero! Grazie per il bel gesto di civiltà che ci hai comunicato. Speriamo sia di esempio.
giulio finotti
giulio · 03/03/2008
Consiglio di rendere nota ai giornali la vicenda del posizionamento dei bidoni a ridosso del gelso, davvero aberrante. Scrivete ai giornali e fate una lettera pubblica a sindaco e amministratori. Compresi quelli di minoranza. Qualcuno prenda posizione su questa vicenda!
giulio finotti
Marco · 03/03/2008
Marco · 03/03/2008