«Ho provveduto a richiamare i dirigenti a una maggior solerzia circa la conservazione dei resti dell’arco». Così il sindaco di Caserta, Nicodemo Petteruti, è intervenuto ieri su una questione che è fortemente intenzionato a risolvere. Vigilanza dei resti, pressing sui dirigenti di settore e tempi certi per la ricostruzione. «I lavori cominceranno dopo il Settembre al Borgo per non ostacolare l’afflusso di persone», ha garantito il sindaco. Petteruti ha voluto anche specificare che i resti della porta di Caserta vecchia che si trovano ora ai piedi del castello anche se non sottoposti a protezione, hanno una bassissima percentuale di rischio di essere rubati, in quanto «non hanno valore economico». «Si tratta di un arco che ha subito più danni nel corso del tempo. Le pietre originali di epoca medievale rimaste sono pochissime, non sono quindi tutti reperti storici, ma per la maggior parte pietre di tufo. Il fatto poi che si trovino vicino a delle buste di immondizia è un fatto del tutto accidentale cui sarà posto rimedio», ha chiarito il primo il primo cittadino. I resti che si trovano ora all’aperto erano quindi stati conservati in un deposito di via Mondo, e solo qualche giorno fa riportati nel borgo. A proposito dei vari lavori di rifacimento dell’antico arco, è intervenuto anche il consigliere Pasquale Toscano (Pd), delegato di zona di Caserta vecchia: «Nella pro-loco di Caserta antica ci sono le foto dell’arco nel corso del tempo e si vede che ogni volta è stato ricostruito in modo diverso, non sappiamo perché». Dichiarazioni che gettano interrogativi circa la regolarità delle vecchie operazioni di rifacimento che dovrebbero rispettare il disegno originario dei monumenti e delle opere sottoposte a vincolo. Restano da chiarire le modalità di finanziamento del cantiere, che saranno rese note nelle prossime settimane. Secondo una prima ipotesi, dovrebbe essere la ditta della nettezza urbana, la Saba, probabilmente tramite l’assicurazione dei mezzi, a pagare il rifacimento dell’opera. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di opposizione Pio del Gaudio (PdL), che ha parlato di «disattenzione assoluta della Sovrintendenza e negligenza del Comune». Secondo Del Gaudio, «Sicuramente c’è una responsabilità del Comune nella gestione di Casertavecchia e nello specifico per la situazione dell’arco, ma il problema è: «Una Sovrintendenza che in alcuni casi pone vincoli durissimi, e in altri chiude gli occhi. Così vediamo in tutta la città, ma specialmente a Casertavecchia, sorgere mansarde e sottotetti che non si capisce come possano essere realizzati se, almeno sulla carta, la Sovrintendenza sembra così dura e solerte. Forse – ha proseguito Del Gaudio – il vero problema è che per i posti di gestione del territorio c’è bisogno di persone di Caserta, che vivono e amano la città e non sempre di gente venuta da fuori».

 

pubblicato su il mattino del 09/08/09