Ronde per proteggere la mozzarella di bufala Dop. Gruppi di allevatori a controllare le strade di accesso della provincia casertana con lo scopo di intercettare i camion che trasportano «latte straniero» inquinando così la purezza del marchio Dop e annientando un mercato in cui gli allevatori non riescono più a vendere il latte pregiato e raro dei loro animali nonostante sia l’unico che consenta di produrre vera mozzarella di bufala. La proposta è del presidente della Lega allevatori bufalini, Raffaele Ambrosca: «Stiamo concertando con la Prefettura la possibilità di controlli su tutti gli accessi della provincia di Caserta – ha detto Ambrosca – esclusivamente per monitorare i camion di trasporto latte». La necessità di tale drastico provvedimento troverebbe ragione secondo la Lab, nella situazione di grande difficoltà in cui versano attualmente decine di allevatori. A raccontare il dramma che stanno vivendo molte famiglie di allevatori bufalini è proprio uno di loro, Antonio Boccone: «Non si spiega come mai qualche anno fa vendevamo il latte a 1,20-1,30 euro, ed oggi, dopo 40mila bufale ammazzate, si produce la stessa quantità di mozzarella e il latte viene venduto a 0,80 centesimi». «È chiaro – aggiunge Ambrosca – che c’è latte preso altrove, latte che arriva da Romania, Bulgaria, Polonia, e che finisce nei nostri prodotti. Il Consorzio di tutela non procede ai controlli, e gli allevatori non hanno voce in capitolo, essendo il Consorzio composto quasi unicamente di trasformatori, contro le stesse norme di legge che prescrivono un’adeguata rappresentanza anche degli allevatori». Resta poi sul tappeto il tema degli indennizzi per gli animali infetti abbattuti. Il prossimo 18 marzo incontro con il commissario Andrea Cozzolino dopo che il governo ha prorogato per sei mesi (fino a luglio) lo stato di emergenza in provincia di Caserta. E ieri sera affollata assemblea di Siaab, Caa-Fau e Ampi per chiedere attenzione sulle difficoltà economiche del settore. «Vogliamo l’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale sui fenomeni brucellosi e diossina e sulle questioni economiche, finanziarie e sanitarie collegate – spiega Lino Martone del Siaab – Finora la risposta delle istituzioni è stata debole e molti allevatori si ritrovano con stabilimenti e animali sequestrati senza potersi difendere». Dallo scorso anno, quando è scoppiato il caso diossina, sono ancora mille le bufale poste sotto sequestro della magistratura. E il latte prodotto da questi animali ogni giorno viene gettato.

 

(pubblicato su Il Mattino del 14/03/09)