La notizia che circolava nelle ultime ore pare confermata. Alcuni mafiosi sarebbero indagati con l’accusa di concorso esterno in associazione politico- parlamentare.

I mafiosi coinvolti si sono detti molto sorpresi dell’accaduto, di cui sarebbero venuti a conoscenza dalla stampa. “Speriamo che la magistratura accerti al più presto che si tratta solo di un equivoco. E’ molto grave essere associati a pericolosi politici e parlamentari. Questa notizia ha gettato nello sconforto le famiglie di rispettabilissimi mafiosi, gente per bene e d’onore, che non ha mai conosciuto nè politici nè parlamentari” è stato il commento dell’avvocato dei mafiosi.

A quanto pare dunque, il problema dei politici che cercano di infiltrarsi nelle organizzazioni mafiose è ancora lontano dall’essere debellato nel nostro paese. Attratti dal fatturato e dal giro di affari che abbraccia di fatto tutti i settori strategici del Paese, non sono pochi i politici che tentano di infiltrare propri uomini nei clan, per accaparrarsi una fetta della torta.

A poco valgono le denunce dei mafiosi che cercano di opporsi al dilagante fenomeno. Intanto è da segnalare l’iniziativa di ConfMafia Sicilia, l’organizzazione che riunisce i clan dell’isola siciliana, che ha deciso di espellere dai clan facenti parte di ConfMafia chi non denuncia le minacce dei politici che tentano di estorcere il pizzo.