L'ordinanza con la quale il Sindaco Petteruti e l'amministrazione comunale chiudono - temporanemente - la discarica di Lo Uttaro dice che:

dalla consulenza tecnica del perito del Tribunale emerge che la localizzazione della discarica è avvenuta in violazione della normativa vigente, e addirittura che il conferimento dei rifiuti nell’area espone al pericolo la salute pubblica dei cittadini nonché l’ambiente.
La stessa ordinanza dice che gli elementi con i quali si decide di chiudere la discarica sono stati acquisiti solo ora, grazie appunto alla lettura della perizia che è giudicata quale "fonte terza e indipendente".
Quindi, per difendere quei diritti fondamentali dei cittadini sanciti dalla Costituzione ci si vede costretti a chiudere lo sversatoio. Almeno temporaneamente, in via precauzionale, fino a chè il Tribunale di Napoli non decida in proposito.

Dunque.. Nel post precedente abbiamo fatto considerazioni di altro tipo in riferimento alla chiusura della discarica disposta dal Sindaco di Caserta. Qui brevemente vorremmo evidenziare alcuni aspetti dell'ordinanza.
In primo luogo il fatto che la chiusura temporanea in attesa di accertamenti è ciò che per mesi hanno chiesto i comitati contro la discarica. Portando all'attenzione pubblica e degli amministratori atti e documenti che ponevano seri dubbi sulla legittimità del sito, si chiedeva lo stop fino ad un accertamento. Questo non è mai arrivato, ma è abbastanza comprensibile, altrimenti in questo paese metà delle cose che si fa sarebbero passibili di essere bloccate da azioni legali. Ma quel che è peggio è che mai è stata fornita risposta NEL MERITO sulle questioni che venivano sollevate. Quando dai comitati si alzava la voce che le falde acquifere della zona erano inquinate non c'era la replica delle istituzioni, se non per gettare discredito su tali voci e su chi le pronunciava. Sarebbero servite invece spiegazioni esaustive e rassicuranti. Che non ci sono state ed è dunque cresciuto così un clima di angoscia nella popolazione.

Inoltre la chiusura temporanea del sito si sarebbe potuta disporre anche precedentemente, quando ad esempio il giudice monocratico Fausta Como sentenziò la chiusura per gli stessi motivi che sono adesso oggetto di tanta attenzione: ovvero il pericolo che quel sito rappresenta per persone e ambiente.

Infine, si giustifica la disposizione della chiusura solo ora perchè solo ora si sarebbe acquisita la relazione tecnica considerata "terza fonte" indipendente. Certo le voci dei comitati non potevano essere considerate terze e indipendeti in quanto parte in causa. Eppure i documenti che si sventolavano come prove di una scelta quantomeno sbagliata portavano le firme di strutture tecniche che in precedenza, negli anni passati s'erano occupate della zona Lo Uttaro. Le strutture tecniche di Provincia e Prefettura non sono considerate terze? Non sono considerate affidabili? Perchè non s'è mai aperta una verifica su quanto dicevano i comitati cittadini, che di certo non lanciavano accuse di poco conto a persone precise?

La chiusura della discarica arriva a un giorno dalla decisione dei giudici in merito alla stessa discarica, e con la stessa ormai colma. Da oggi comincia però il "dopo-Uttaro". Le Province sono chiamate dal Prefetto Pansa ad indicare le zone dove realizzare nuovi siti di stoccaggio delle temibili ecoballe. Cosa succederà inoltre senza una discarica nel territorio casertano? Dove sarà fatta la prossima (Pignataro?), perchè una prossima discarica ci sarà.. Quando ci toccherà vedere stazioni ecologiche, compostaggio e raccolta riciclata come negli altri paesi civili?

Si apre il dopo-Uttaro. E non saranno rose e fiori.