Studenti in piazza ad Hong Kong.

Hong Kong - Tutto è cominciato lunedì scorso, quando la Federazione degli Studenti universitari e “Scholarism” (un gruppo di studenti delle scuole superiori fondato da Joshua Wong, il diciassettenne arrestato in questi giorni e poi scarcerato), hanno iniziato un boicottaggio dei corsi universitari. Tredicimila persone provenienti da tutte le università si sono radunate al Campus dell’Università Cinese di Hong Kong in quella che si rivelerà essere solo la prima giornata di una protesta che nelle ultime ore è sfociata in violenti scontri con le forze di polizia cinesi e che non sembra destinata a concludersi facilmente. A scatenare le manifestazioni è stata la riforma elettorale del governo di Pechino in merito alle prossime elezioni, le prime a suffragio universale per Hong Kong che si terranno nel 2017. Il governo cinese non solo vuole limitare il numero dei candidati, ma anche approvarne i nomi preventivamente. 

E’ partito così un boicottaggio delle lezioni universitarie e, contemporaneamente, studenti e professori hanno preso a incontrarsi per lezioni pubbliche in Tamar Square. Giovedì notte la prima occupazione non organizzata di Civic Square, la piazza antistante la sede del governo di Hong Kong, con circa 50mila persone in strada. Poi i primi scontri con la polizia e le immagini che stanno facendo il giro del mondo in queste ore. Mentre la tv cinese mostra video della protesta dicendo che si trattava di festeggiamenti spontanei degli Hong Kongesi per il 1° ottobre, anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, fonti locali parlano di utilizzo da parte della polizia di spray al peperoncino contro i giovanissimi manifestanti. I primi a portare in piazza una manifestazione di vaste proporzioni contro il governo comunista di Pechino, dai famosi scontri di Piazza Tienamen di 25 anni fa, quando molti di loro non erano neppure nati. Gli scontri sono proseguiti a diverse intensità sia venerdì che sabato, ma l’occupazione continua. All’una di notte di domenica il “Movimento Occupy Central with Love and Peace” si dichiara ufficialmente costituito. Agli studenti si uniscono migliaia di cittadini, anche stranieri. La protesta corre subito anche sui social. Su twitter girano le immagini della piazza, degli scontri, e dei lacrimogeni sparati dalla polizia. L’hashtag è facile #occupyCentral, sull’onda dei precedenti movimenti Occupy nati in occidente. Ma c’è anche #UmbrellaRevolution, la rivoluzione degli ombrelli. Quelli usati per proteggersi dagli spray al peperoncino della polizia. 

Gli studenti hanno chiesto, senza essere ascoltati, di poter interloquire con il governatore C.Y. Leung, mentre Joshua Wong, diciassettenne fondatore del gruppo di studenti delle scuole superiori “Scholarism” è stato arrestato – accusato tra l’altro dalla stampa cinese di essere un agente della CIA – insieme ad altre 78 persone, mentre 34 risultano quelle ferite. Le richieste di interlocuzione per ora sono state vane. In un volantino diffuso nelle ultime ore gli studenti chiedono: «L’immediato ripristino del processo di consultazione politica» e aggiungono «L’amministrazione di Leung Chun-ying ha fallito nel processo di riforma politica. Chiediamo a Leung di presentare un nuovo rapporto sulla riforma politica al governo centrale, un rapporto che rifletta pienamente le aspirazioni del popolo di Hong Kong alla democrazia». E minacciano un’escalation delle proteste in caso di mancata risposta. 

La tensione resta dunque altissima, e si teme soprattutto per il 1° ottobre, anniversario della Rivoluzione Comunista, mentre voci incontrollate parlano di un piano di Pechino per infiltrare migliaia di soldati dell’esercito cinese a Hong Kong, vestiti da poliziotti. Intanto, almeno 50mila persone sono ancora in piazza, intenzionate a restarci. 

giulio finotti
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