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La circolare il prefetto l’ha sottoscritta e inviata a tutti i sindaci della provincia. Come anticipato nei giorni scorsi dal Mattino, la regolamentazione dell’utilizzo degli autovelox e degli altri sistemi di rilevazione automatica delle infrazioni al codice della strada è stata ribadita con una nota di indirizzo che il prefetto di Caserta Ezio Monaco ha inteso inviare agli enti locali per evitare abusi o distorsioni interpretative della norma che poi hanno per effetto la presentazione di una mole voluminosa di ricorsi recapitati proprio in prefettura da parte degli automobilisti. Il provvedimento ha per oggetto la «Installazione e l’utilizzo di autovelox senza l’obbligo di contestazione immediata. Controlli sull’uso dei caschi e delle cinture di sicurezza». «A questa Prefettura – scrive Monaco – perviene un numero elevatissimo di ricorsi per l’annullamento di verbali di contestazione della violazione dei limiti di velocità elevati in seguito a rilevazione effettuata mediante dispositivi installati per il controllo a distanza, senza l’obbligo della contestazione immediata di cui all’articolo 200 del C.d.S. Al fine di evitare le lungaggini procedimentali e i costi per la pubblica amministrazione che derivano da un contenzioso che talvolta si basa su elementi fondati, nonché in considerazione dell’esigenza che le amministrazioni comunali operino nel pieno rispetto dei presupposti normativi anche in «subiecta materia», si ritiene opportuno indicare alcune linee guida per il corretto impiego dei predetti strumenti, precisando con chiarezza fin d’ora che l’unico scopo del loro utilizzo deve essere quello di garantire la sicurezza della circolazione stradale». Il prefetto evidenzia inoltre che l’accertamento e la contestazione differita delle violazioni al Codice della strada rilevate mediante mezzi tecnici di misurazione della velocità, rappresentano un’eccezione alla regola generale, che resta quella della contestazione immediata delle eventuali violazioni. «Un’altra condizione fondamentale – spiega ancora la circolare — è costituita dal fatto che l’installazione o l’utilizzazione dei dispositivi o dei mezzi tecnici di controllo deve essere portata a conoscenza degli utenti della strada. Tale disposizione avente carattere prescrittivo, è finalizzata a evitare pericolo alla circolazione che può, altrimenti, essere determinato dal cosiddetto effetto sorpresa; la conseguenza della mancanza dell’informazione, in qualsiasi strada venga installato il dispositivo, è la nullità della contestazione per violazione di legge». E qui il prefetto è stato categorico: «Non è ammissibile - scrive – pertanto, che i predetti strumenti di rilevazione automatica assumano invece diverse funzioni, in difformità dallo spirito e dalla lettera della normativa, divenendo in pratica soltanto una fonte atipica di incremento per le entrate comunali e finendo per non assolvere allo scopo per il quale sono stati previsti».
(di Lorenzo Calò, su Il Mattino del 24/12/08)
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Anonimo · 08/01/2009
Anonimo · 08/01/2009