Il lavoro giornalistico presenta delle sue peculiarità rispetto a quelle che possono essere le conseguenze di fronte alla legge del proprio operato. Ci si può ritrovare ad esempio a raccogliere testimonianze di personaggi pubblici che possono sfociare in denunce per diffamazione o calunnia, non solo nei confronti di chi ha espresso quelle parole, ma anche per chi le ha raccolte e rese pubbliche. Per questo motivo pubblico qui sul mio sito un contributo per tutti i colleghi, che possa essere di aiuto nel lavoro quotidiano. Il 30 maggio del 2007 venivo denunciato dal collega, giornalista professionista, Vincenzo Palmensano, per un’intervista che realizzai al sindaco di Pignataro Maggiore Giorgio Magliocca. Il collega ritenne questa intervista denigratoria, diffamatoria ed anche "gravemente minacciosa".

 

Il 15 gennaio di quest’anno il Pubblico Ministero Giuliano Caputo ha depositato presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la richiesta di archiviazione, perchè il reato non sussiste. 

Secondo il Pm infatti non vi è rilevanza penale "..alla luce del più recente orientamento della Suprema Corte, che esclude, pur in presenza di affermazioni di carattere diffamatorio da parte dell’intervistato, la sussistenza del delitto di cui all’art. 595 c.p. rispetto al giornalista che abbia raccolto l’intervista di un personaggio pubblico e su temi di rilevanza collettiva (proprio come nel caso di specie: intervista ad un sindaco su delicati temi di stringente attualità)."