Una provincia pantofolaia, che non frequenta le palestre, i centri sportivi, in cui quasi non si tengono concerti, una provincia egoista, che non dedica tempo agli altri, che legge poco, che ha pochi luoghi di incontro e che non si sente felice. È questo il «profilo umano» dell’area casertana ricavabile dalle cifre e dalle tabelle del rapporto annuale del «Sole24ore». Se Caserta perde due posizioni rispetto allo scorso anno nella classifica generale, scivolando così al 94mo di 103 posizioni, è proprio entrando nello specifico dei parametri presi in considerazione che si percepisce lo stato della vita dei cittadini del capoluogo. Quello che colpisce maggiormente in questo senso è il dato relativo allo sport, tra offerta di attività sportive, numero di tesserati alle varie organizzazioni del settore e risultati ottenuti in rapporto a sport-società, Terra di Lavoro si piazza ultima. Poco meglio in altri settori, dove pure il contesto provinciale casertano occupa gli ultimi posti della classifica. Posizione numero 100 su 103 per quanto riguarda l’impegno per gli altri, la partecipazione a organizzazioni di volontariato e il numero di tali enti sul territorio ogni 1000 abitanti. Peggio altre due città campane, Salerno e Napoli, ultima Bolzano. Quindici i concerti cui hanno potuto assistere i cittadini di Caserta, contro i 184 di Piacenza, capolista di questa speciale classifica che vede dunque la nostra provincia piazzarsi al 95° posto, contro una media nazionale di 64 concerti per ogni capoluogo. È chiaro che qui è il sistema città-capoluogo che non funziona da attrattore. Scarse anche le scelte degli spettacoli cinematografici rispetto al numero di abitanti, il che sta a significare una bassa offerta e dunque poca possibilità di scegliere cosa vedere. A Forlì per esempio si può scegliere tra oltre quattromilacinquecento film ogni anno, mentre a Caserta sono circa milleseicento le pellicole proiettate nel corso dei dodici mesi. Settantasettesimi per quantità di libri venduti, con uno 0,41 a testa fino al settembre di quest’anno; sarà interessante vedere nel prossimo Rapporto quanto avranno influito le aperture di alcune nuove librerie, proprio in città, negli ultimi mesi. Pochi anche i bar e i ristoranti rispetto al numero di abitanti. Una situazione di forte scarsità dell’offerta di impiego del tempo libero ampiamente percepita dalla cittadinanza. Quest’anno è stato difatti calcolato anche il «sentiment», ovvero un indice riguardante la percezione che i cittadini hanno del proprio territorio. Misurazione dei dati oggettivi e quella della percezione degli stessi non sempre vanno di pari passo, ma non in questo caso. I cittadini casertani sono difatti ben consapevoli della situazione, e la città si piazza così al 99° posto per indice di soddisfazione per le strutture e offerta di attività per il tempo libero.

 

(pubblicato su Il Mattino del 30/12/08)

 

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