Scatta la denuncia del Wwf: il parco sembra un autodromo
Sembrano lontani i tempi in cui il professor Robert Langdon (Tom
Hanks), si aggirava tra le antiche mura della Reggia di Caserta, tra
arazzi e testi antichi, nel tentativo di risolvere l’enigma legato alla
setta degli illuminati, che avrebbero distrutto il mondo con un secondo
Big Bang. Erano i giorni in cui il discusso regista Ron Howard
campeggiava nei cortili del monumento vanvitelliano, intento a
realizzare ‘Angeli e Demoni’, il prequel del controverso film “Il
Codice da Vinci”.
Era il giugno del 2008, ed allora sembrava fosse
arrivata una nuova opportunità per il rilancio del turismo casertano,
dopo quelle non colte anni prima, quando altre saghe cinematografiche
di portata mondiale (Star Wars e Mission Impossibile) passarono per il
capoluogo di Terra di Lavoro, non lasciando alcun segno tangibile. Si
parlò all’epoca di rilancio e di turismo, poi arrivarono le parole
dell’attore Ewan McGregor, Camerlengo alla corte di Ron Howard, e
cavaliere Jedi con George Lucas, che intervistato in una nota
trasmissione di una tv inglese dipingeva Caserta come un “buco di m…”.
Altro che rilancio del turismo. E da allora le cose non sembrano essere
andate meglio. È stato un anno tormentato il 2010 per la Reggia dei
Borbone, che sembra intrappolata in una maledizione degna dei misteri
dei libri di Dan Brown, che le impedisce di esprimere al meglio tutte
le potenzialità di cui dispone, e spiccare il volo quale volano di una
nuova economia per la provincia casertana. L’ultima denuncia arriva dal
Wwf. L’associazione ambientalista, «sollecitata dalle numerose
segnalazioni che continuavano ad arrivare dai cittadini», ha dato vita
ad un monitoraggio che ha documentato la presenza nel Parco del
monumento tutelato dall’Unesco, di decine di automobili, che transitano
senza controllo. 
Un numero di vetture talmente alto da non poter essere
giustificabile neppure con la presenza dei custodi che vivono
all’interno del Parco: «Ne abbiamo contate 14 solo nel viale che
collega l’ingresso di via Giannone a quello di via Gasparri», dice
Raffaele Lauria, presidente provinciale del Wwf. La Pinetina presente
sul lato orientale sembra essere adoperata come parcheggio, mentre
l’ingresso di via Gasparri è talmente frequentato che il presidente
provinciale dell’associazione ambientalista si lascia scappare una
battuta: «In alcuni momenti ci vorrebbe il semaforo». Una polemica non
nuova quella delle auto nella Reggia, che per anni è stata al centro di
accese discussioni tra i sovrintendenti che si sono succeduti e le
associazioni cittadine, che a gran voce chiedono venga vietato il
parcheggio delle auto nei quattro cortili borbonici. Un fenomeno che
ultimamente sembra essersi amplificato, e che ora interessa anche il
Parco, e non solo i cortili. Si tratta ad ogni modo solo dell’ultima
delle querelle che questa estate hanno investito il bene monumentale.

Nei giorni scorsi Il Mattino aveva denunciato lo stato di abbandono e
degrado dei Giardini della Flora; i giardini di Ferdinando I che
sorgono sul lato orientale del Palazzo reale, adiacenti alle Antiche
cavallerizze in ristrutturazione: chiusi al pubblico da qualche anno, e
ricolmi di immondizia. Un caso che ha sollevato forti polemiche in
città, e la voce delle maggiori realtà associative della società civile
a chiedere la riapertura dei Giardini e il ritorno in tempi brevi di
uno stato decoroso per quello che rappresenta uno dei primi esempi di
orto botanico di Terra di Lavoro. Da Legambiente alla direzione
nazionale di Italia Nostra, alle associazioni per la mobilità
sostenibile ai centri sociali, tutti hanno espresso disappunto per
l’evidente stato di degrado di quello che fino a qualche anno fa era lo
snodo centrale attorno al quale si svolgevano le estati del capoluogo
casertano, con rassegne di teatro e cinema che richiamavano spettatori
da tutta la provincia. Per ora nessuna risposta ufficiale dalla
sovrintendenza, che ha provveduto a far tagliare l’erba in tutta
l’area. Appena fuori però l’intonaco è rovinosamente crollato in più
punti, mentre la muffa e i graffiti la fanno da padroni, e perfino il
Sacrario delle vittime dell’aeronautica è abbandonato a se stesso. 
Non
c’è pace per la Reggia di Carlo di Borbone. Non si fa in tempo ad
archiviare uno scandalo che subito ne spunta un altro. Era il 13 luglio
scorso quando Silvia Aprile, cantante con alle spalle un duetto a
Sanremo con Pino Daniele, e una partecipazione a X Factor, fu accusata
di aver festeggiato il suo matrimonio nella Reggia. I sindacati
denunciarono il caso ma l’artista replicò dimostrando che si trattava
della festa organizzata dalla Sony per la presentazione del suo Cd e
che l’evento era stato autorizzato dalla sovrintendenza. Una settimana
prima era stata la Cassa Edile di Caserta a organizzare un rinfresco a
due passi dalla fontana monumentale di Diana e Atteone in seguito ad
una visita guidata di imprenditori internazionali; anche
quell’avvenimento fu oggetto di polemiche e smentite. Pochi giorni dopo
scattava il braccio di ferro tra Ept e sindacato dei lavoratori in
servizio alla sovrintendenza, per tentare di tenere aperta anche di
notte la Reggia, per i nuovi Percorsi di Luce, un itinerario suggestivo
alla scoperta della storia del monumento, quest’anno arricchito dalla
colonna sonora degli Avion Travel.
Così si appresta a chiudersi la
tormentata stagione estiva della Reggia di Caserta, il monumento
dell’Unesco dove si può andare in auto nel parco, organizzare un party
o ambientare kolossal cinematografici da incassi milionari.
pubblicato su Il Mattino, il 21/08/2010
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