SPECIALE SPORT - Ferrari campione del mondo
PITSTOP

San Paolo (Brasile) – E’ finita come doveva finire…La Ferrari ha vinto meritatamente anche il titolo piloti sulla pista, dopo essersi aggiudicato ‘a tavolino’ il titolo costruttori. Giustizia è stata fatta e così Kimi ha potuto ottenere al primo tentativo alla guida di una Rossa l’alloro mondiale. E’ stata un’annata incredibile, tra polemiche e sospetti, ricca di colpi di scena, degna di una soap opera, proprio come vorrebbe ogni anno il regista occulto della F1, Bernie Ecclestone. Purtroppo, però la credibilità di questo magnifico sport ne esce a pezzi. Certo, la sciagurata storia dello scandalo spy-story ha colpito tutti ma è il senso di impunità che si respira ad ogni irregolarità è davvero imbarazzante. Nell’ultima sessione delle qualifiche del GP del Brasile Hamilton, in uscita dalla pit-lane, ostacola palesemente Raikkonen, che tentava il suo ultimo assalto alla pole e non viene penalizzato come ci si aspettava visto i precedenti. A questo si aggiunge il giallo della benzina non conforme di Williams e BMW (3-4 gradi in meno rispetto al limite consentito). I precedenti lascerebbero intendere una penalizzazione delle squadre, come avvenne nel 1995, ma alla fine i commissari, viste le discrepanze tra le temperature rilevate dalla FOM e quelle fornite da Meteo France, hanno optato per non comminare alcuna sanzione. Bisogna però rimarcare che, il vantaggio che ne avrebbero tratto le squadre in questione sarebbe stato davvero minimo, poiché avrebbero beneficiato di un abbassamento della densità della benzina così irrilevante da causare un aumento della potenza del motore impercettibile. La McLaren ha sporto subito ricorso (certo che non hanno il senso del pudore…) ma le chance di spuntarla sono davvero ridotte al lumicino. Dunque, Kimi festeggia due volte, sul podio e poi dopo le 21.35 locali, quando si laurea ufficialmente campione del mondo 2007, ufficializzata la decisione dei commissari. Il ferrarista ha vinto con merito, sfruttando la generosità di Felipe Massa, cui va un indirizzato un grandissimo ringraziamento per la correttezza e l’intelligenza dimostrata nel GP di casa (che avrebbe vinto…) e la dabbenaggine della McLaren e di Lewis Hamilton. La Ferrari sapeva di dover centrare una doppietta in Brasile ed ha dimostrato di saper lavorare benissimo sotto pressione ma era cosciente del fatto che se il principino non avesse commesso errori il titolo sarebbe sfumato. Forse, ad Hamilton è venuto il cosiddetto ‘braccino’ ed ha avuto paura di vincere o forse, confidava troppo nelle sue capacità e in quelle della squadra per portare a casa il titolo. Sta di fatto che, ancora una volta, l’inglese ha peccato di presunzione: poteva accontentarsi di finire subito dietro il suo compagno di squadra, magari 4°, ed invece, superato alla prima curva da Alonso, cercava di rispondergli immediatamente, finendo fuori strada e ritrovando si 8°, dietro le BMW, la Red Bull di Webber e la Williams dell’amico Rosberg. All’ottavo giro, poi, i gufi di tutto il mondo vedevano la loro concentrazione essere ripagata: la Freccia d’Argento numero 2 arrancava dopo la Discesa del Lago, vittima di problemi al cambio ma riprendeva la sua corsa, grazie all’intervento del muretto della McLaren. L’inglese è allora costretto ad una quasi impossibile rimonta dal 18° posto per cercare di riagguantare il titolo. Qui, invece, è il muretto che compie una mossa a dir poco azzardata, cambiando strategia ed optando per le tre soste. Hamilton rimonta rabbiosamente e giunge alla fine 7°, risultato che lo condanna al secondo posto nel mondiale, in coabitazione con l’odiato compagno di squadra, giunto 3° al traguardo ma lontanissimo dalla coppia Rossa. Le Ferrari, infatti, hanno dimostrato ancora una volta di essere le monoposto più veloci del lotto, girando con un passo inavvicinabile, addirittura quasi mezzo secondo al giro rispetto alla McLaren di Alonso. Al secondo pit-stop, così, è stato possibile attuare quel gioco di squadra, che avrebbe premiato Raikkonen, con Massa che, velocissimo durante tutto l’arco del weekend, lasciava strada al compagno. Ottimo 4° Nico Rosberg, un ragazzo da tenere in grossa considerazione per gli anni futuri (si parla di un interessamento Mercedes nei suoi confronti), autore di un finale di gara strepitoso, attaccando con rabbia e decisione il duo BMW, che porta a casa il 5° ed il 6 ° posto con Kubica davanti a Heidfeld, ma, soprattutto, il secondo posto nel mondiale costruttori. A punti anche Jarno Trulli mentre poca gloria c’è stata per Liuzzi, vittima di un contatto nelle fasi iniziali, e per Fisichella, che ha chiuso un mondiale disastroso tamponato dal pilota-kamikaze Yamamoto.
Dunque, la Ferrari torna dal Brasile con il quindicesimo titolo mondiale piloti della sua storia e con la consapevolezza di avere a disposizione una vettura molto competitiva, che fornirà una base eccellente sulla quale costruire i successi dell’anno prossimo. Finalmente, un progetto che parla italiano, visto che i posti chiave sono coperti da ingegneri italiani giovani e competenti, e forse, anche più attaccati alla squadra. Ed è grazie a loro, che l’Italia dei motori sta conoscendo una nuova età dell’oro, basti pensare alla piccola Ducati, che stravince in MotoGP, infliggendo solenni bastonate ai colossi nipponici, alla Maserati che si conferma campione del mondo FIA GT ed alla Ferrari ancora, che batte finalmente le Porsche e riporta a Maranello il titolo GT2. Auguriamoci che tutto questo possa ripetersi l’anno prossimo, magari mettendo da parte sospetti e polemiche.
Classifica Piloti: 1. K.Raikkonen (FIN) 100; 2. L.Hamilton (GBR) 109; 3. F.Alonso (ESP) 109.
Classifica Costruttori: 1. Ferrari 204; 2. BMW Sauber 101; 3. Renault 51.
A cura di RedStar
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