Stop ai tifosi casertani a Cremona: è clima di intolleranza verso il sud?

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un tifoso della Juve Caserta, squadra di basket casertana. Dopo la decisione del Prefetto di Cremona di vietare il palazzetto dello sport ai tifosi bianconeri c’è grande amarezza in città, e come si nota nella lettera giuntaci, c’è anche chi attribuisce la decisione di non far essere presenti i tifosi juventini ad una possibile discriminazione del nord contro il sud. Anche questo è uno degli effetti del clima politico di questi tempi.
Poco più di un anno fa la tifoseria casertana vestita di bianco e nero forte di oltre 2246 guerrieri attraversava festosamente l’Italia ed invadeva pacificamente la pianura padana per sostenere i suoi eroi e per veder realizzarsi un sogno, se non un diritto, il ritorno nella massima seria della beneamata Juve Caserta. Quel sogno svanì dopo 40 minuti di gara, ma nonostante ciò il popolo bianconero trionfò sugli spalti dando prova d’amore verso quei colori in modo civile. Nonostante la tanta rabbia e l’atroce delusione i 2246 guerrieri tornarono nella loro terra piena di monnezza e di sostanze tossiche provenienti proprio da lì dove il sogno si era infranto, tornarono a testa alta perchè sapevano che avevano dato tutto per quei colori e per la propria terra.
Ad un anno di distanza quel sogno di poter rivedere la propria squadra nella massima categoria è ancora vivo ma a differenza della volta scorsa la squadra non potrà contare sull’apporto dei propri tifosi a causa del prefetto di Cremona (nord Italia) che emana i seguenti provvedimenti:
· divieto di trasferta alla tifoseria organizzata casertana
· divieto di acquisto dei biglietti per il palasomenzi a chi non sia residente a Cremona e provincia
· divieto di cessione dei tagliandi
· controllo di documenti di identità all’atto dell’acquisto dei biglietti e dell’ingresso al palazzetto
La motivazione di tale provvedimento sarebbe che il palasport non è dotato di un settore ospiti precisamente delimitato. Ora a Caserta si chiedono come mai, dopo 17 gare interne, in gran parte delle quali il pubblico ospite (compreso quello casertano) è stato regolarmente presente? L’ultima presenza di tifosi ospiti all’interno del palazzetto cremonese si è verificata non più tardi di 10 giorni fa, circa 200 tifosi di Casale Monferrato (nord Italia) sono stati regolarmente fatti entrare ad assistere ai quarti di finale playoff. Cos’è cambiato in 10 giorni? A noi tutti non risulta che in questi giorni ci siano stati lavori di ristrutturazione all’interno del palasport cremonese. La tifoseria casertana quest’anno è stata presente in tutte le trasferte della Juvecaserta girando tutta Italia isole comprese, senza mai creare un minimo disordine, al massimo ha creato l’invidia di molte tifoserie che non sono in grado di seguire la propria maglia in qualsiasi posto d’Italia in qualsiasi condizione climatica rinunciando a lavoro e famiglia e perchè no litigando anche con il proprio partner per seguire quei colori. Ma suscitare invidia non è reato. La tifoseria casertana si sente repressa, defraudata di un proprio diritto, ma per una volta non rimane sola. Al suo fianco sono scese le istituzioni: il presidente della Provincia Sandro De Franciscis il sindaco della città Nicodemo Petteruti e il deputato casertano del Pd, Stefano Graziano il quale ha annunciato che presenterà una interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno. Non poteva mancare il sostegno della società di Pezza delle Noci, minacciando di non far scendere in campo la propria squadra "di fronte ad una palese violazione del diritto".
(lettera firmata)
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