Twitter rimandato a settembre
Sanremo è stata la grande occasione persa di Twitter.
Dopo tanti dibattiti e articoloni di giornale in cui si decantavano le mirabolanti potenzialità di questo social network, connettore di istanze, veicolo delle rivolte, e mezzo d’avanguardia nella comunicazione del mondo contemporaneo post-analogico, ecco che durante il Festival tutto ciò scompare, si dissolve in un appiattimento sconsolante.
Per giorni ho aperto Twitter e ho dovuto constatare che la stragrande maggioranza di persone che solitamente seguo con interesse, per gli argomenti che trattano, erano tutte impegnate nel rimbalzare cosa stava succedendo sul palco dell’Ariston, in onda su Rai 1. Con scoramento provavo a scovare tra i cinguettii qualcosa che non fosse inerente al Festival, ma senza molto successo.
Tanto che in questi giorni i trend topic italiani, ossia gli argomenti più discussi, avevano tutti a che fare con Sanremo. Credo che è come se Twitter fosse stato rimandato a settembre nel nostro paese, ad una prova di maturità che è ancora al di là da venire. La forza di un media si misura infatti anche dalla capacità che ha di imporre l’agenda, ovvero i temi di cui, almeno una parte, dell’opinione pubblica discute.
In questo caso invece gli utenti di Twitter non sono stati in grado, o non hanno voluto, imporre un argomento altro, schiacciando la discussione sul commento a Sanremo. Perchè? Credo perchè la tv ha ancora il potere di imporre l’agenda nel paese, ma anche perchè tutti sapevano o immaginavano, che #Sanremo sarebbe stato l’argomento più discusso, e tutti hanno voluto essere presenti in quel “flusso di coscienza” collettivo.
Sarebbe stato molto più interessante, a mio avviso, se la rete, il web, il popolo di internet, o quello di twitter, come lo si vuole chiamare, fosse riuscito a imporre un altro tema all’attenzione dell’opinione pubblica. Quella sarebbe stata una vittoria, e credo che i giornali, o comunque gli altri media ne avrebbero dovuto parlare. Attorno a noi stavano succedendo molte altre cose, e anche elencarle sarebbe riduttivo. Così mentre i fratelli Taviani vincevano il Festival di Berlino con un film sui detenuti di Rebibbia, e mentre le navi da guerra iraniane entravano nelle acque del mar Mediterraneo, noi eravamo troppo impegnati a commentare Sanremo, chiusi a guardare noi stessi in una stanza degli specchi, credendo di guardare il futuro.
Commenti (0)
Nessun commento.