Vaffanculo
Tutti i giorni parliamo di crisi, e di
precarietà. Di lavoro che non si trova, e di lavoro che si perde. Ne
parlo con amici, colleghi, conoscenti, e ogni tanto penso a cosa
accadrebbe se perdessi il lavoro, e non riuscissi più a trovarne un
altro. Finisco per pensare in positivo, complici i miei 30 anni, un’età
di mezzo che non ti consente di vedere tutto nero. Non riesco ad
immaginare per davvero, fino in fondo, il dramma che vive chi non riesce
più a trovare un lavoro che gli consente la sussistenza minima, per sé,
e per la sua famiglia. Questa mattina leggo di un operaio – l’ennesimo
cittadino e lavoratore italiano -, che si toglie la vita per questo
stato di cose, per essere piombato in questa tenebra. E la parola
d’ordine della giornata è una sola: vaffanculo.
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